D’un tratto ti accorgi che sei costretto a dare una risposta ai tuoi dubbi; risposta che esiste già dentro ma che a volte teniamo stretta per non farci male; può anche essere una risposta positiva che ti fa maturare nuove angolature e nuovi punti di vista ma viene difficile all’essere umano discostarsi dalle proprie certezze e sicurezze perchè è piu’ semplice vivere così che cercare il nuovo…il nuovo è sempre un mistero e ci fa paura, ma penso che spesso potrebbe anche essere una svolta verso il ritrovare se stessi o capire per la prima volta chi si è davvero!  Vivere tenendo dentro se modi di pensare,seppur differenti dalla massa, per paura di essere giudicati male, è negativo e me ne rendo sempre più conto sulla mia pelle perchè nel momento in cui decidi finalmente di mostrarti per ciò che sei, tutte le lame delle finzioni passate si conficcano nella pelle facendoti sentire il dolore per quel che è stato e che non potrà più essere e tutto cio’ perchè abbiamo finto; sicuramente la vita è un’esattrice ottima, non lascia niente senza cercare il conto e prima o poi devi pagare…pagare i rimorsi, pagare i pentimenti, pagare la maschera che ti sei regalato per sembrare uno a modo o uno dei tanti…pagherai…e si che pagherai!

Poi ti spogli e ti allontani dallo stadio finto che ti eri creato e ti accorgi di tantissime cose che ti sembravano insensate…chi pensavi fosse pazzo era più in senno di te, ti accorgi di essre stato circondato da tanta merda solo quando te ne allontani, perchè il tanfo ti aveva assuefatto e ti sembrava normale, poi respiri una boccata d’aria pulita e ti  accorgi che non era normale, anche se purtroppo un po’ di fetore ti rimane sempre accanto…c’è tanta merda che riesce a fingersi gioiello!

Per un pò vivi come se fossi stato proiettato d’un tratto in una nuova dimensione, vedi molta gente spoglia dal costume e verace…riecheggiano tanti discorsi che prendono un senso che prima non avevano, vedi volti che disegnavi angelici prendere le sembianze di megere e arpie; cammini su un nuovo manto stradale, asfaltato di realtà, riempi buche con la pece, incontri ostacoli prima trasparenti ora materiali; è un bluff per molto tempo la vita, un bluff che costruiamo con le nostre stesse mani, perchè ci giudichiamo, perchè non vogliamo essere diversi…sono convinto che se riuscissimo a esternare con coraggio cio’ che veramente vorremmo, tutto sarebbe diverso; fingiamo, costretti da mura, parametri e regole insensate, fingiamo per non fare male ma poi la fiction finisce e il male si presenta di colpo…!

Ho capito che è meglio prendere un bel pugno allo stomaco perchè il dolore è atroce ma poi passa; se invece giorno dopo giorno mangiamo polvere,  si crea negli anni un muro che è difficile abbattere e che quando vuoi buttarlo giu’ il dolore è piu’ forte di un pugno!

Ho capito che voglio essere Io, perchè solo così chiunque ti circonda si sentirà libero di essere se stesso…ma ho anche capito che ci vuole  coraggio a guardare in faccia  chi ti sta di fronte e dirgli che la sua amicizia è stata una merda e chiedere scusa a chi invece hai sputtanato solo perchè quel muro lo stava tirando giù e tu non volevi!

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Spesso siamo convinti di vivere una vita, ma ci accorgiamo per una serie di eventi, che sino ad oggi non siamo stati altro che false rappresentazioni di ciò che gli altri vogliono da noi, travestiti per ognuno e con ognuno in modo da essere accettati o per non stare o fare male; ma la vita è un’esattrice spietata, i suoi conti non sono mai in rosso e agisce subdolamente coinvolgendo gli ingranaggi dell’io e sputando di colpo fuori la vera essenza dell’essere che è stato sino ad allora represso; rompe equilibri, non sempre negativamente, ma ponendoti di fronte a scelte e decisioni spesso dure ma indispensabili ad una rinascita interiore che stava pian piano marcendo tra gli incubi e le peripezie da noi vissuti.

Tiri fuori tutto e come un Dorian Gray, ti specchi e vedi l’invecchiamento interiore, per riuscire a mantenere un aspetto secondo noi decoroso fuori, ma non è così…l’invecchiamento degli stati emotivi non deriva dall’aver vissuto determinate esperienze, ma dal non esser riusciti a buttarle fuori, a viverle nel reale senza timore, nel non affrontare le logiche conseguenze dei nostri atti; si soffre non per cio’ che si è commesso ma per cio’ che si è omesso, accumulando dentro tutto cio’ ed ergendo mura sempre piu’ difficili da abbattere. Ci accorgeremo in seguito che per buttarle giù non servono ruspe o vanghe, ma qualche lacrima per renderle piu’ morbide e la parola che le sgretola come fossero di argilla; rimorsi? Rimpianti?…No, se non quello di aver celato  cio’ che se pian piano fosse stato detto non avrebbe fatto cosi’ male come subirlo di colpo in figura di uragano che sconvolge senza dare spiegazioni. Chi sei stato, chi sei, chi vuoi essere? Scrivilo su un foglio cosicchè chi ti sta accanto possa saperlo senza dover scoprire, scrivi la verità e non nasconderla a te stesso, perchè se uno lo hai smontato di muro inizieresti, prendendoti in giro a montarne un altro…vivere per cio’ che si E’ rende veramente unici, dire a tutti chi sei e poi sarà loro competenza decidere se stare o non accanto a te anche perchè è logico non piacere a tutti…se si piacesse a ognuno significa che si sta fingendo; io sarò Io da oggi senza mezzi termini e sfaccettature, senza paure ma con le naturali contraddizioni che rendono l’essere umano un ESSERE UMANO.

Cerchero’ di ricucire rapporti persi per orgoglio, sarò felice e arrabbiato, piangero’ e ridero’ seguendo finalmente i miei veri impulsi vitali…saro’ libero! Libero di essere cio’ che dentro sempre sono stato e che era scritto ma ho costantemente cancellato, libero di non reprimere emozioni, di parlare e ascoltare, di essere cinico o sensibile, di vivere e di non essere vissuto senza farmi influenzare da cio’ che in breve termine potrebbe darmi soddisfazione ma che con prospettiva di lungo termine mi porterebbe a star male; è il lungo termine il vero obiettivo, cio’ che tra 10-20-30 anni voglio essere e voglio avere; seminare un seme malato fara’ spuntare lo stesso inizialmente una piantina, ma col tempo quella piantina diventata albero sara’ malata e dara’ frutti, che senza colpe saranno di conseguenza malati..la dovrai estirpare e ucciderai gli innocenti che si son trovati a dover vivere loro malgrado quella condizione; seminare quello giusto, essere pronti a raqccoglierne i frutti sani, essere egoisti perchè l’egoismo è l’arma che puo’ dare serenità anche a chi vive attorno alla nostra cerchia, vuoi familiari, amici, conoscenti, colleghi; egoismo non egocentrismo, l’egocentrismo è congenito ma solo l’istinto senza razionalità lo puo’ rendere fondamento…arrivare al giorno in cui la consapevolezza di una fine biologica logica non ci deve spaventare, perchè la paura di morire nasce dalla paura di vivere, se si vive non mostrandosi e castrandosi allora sì che il pensiero della morte crea frustrazione: quella di non aver vissuto …in caso contrario la reazione sarà quella di un ultimo sorriso derivante dalla consapevolezza che chi sta abbandonando questa terra non è una maschera ma il vero se’ stesso.

L’essere ovvero la consapevolezza di se stessi, l’Io l’affermazione, il non Io la distruzione; obiettivi certi senza dubitare, capire che se fuori non siamo noi, dentro lo somatizziamo e in un modo o nell’altro il nostro ego deve spazzar via questa falsità; ma l’ego non è ragione e allora fa fare cose anche fuori dalla nostra volonta’ e cosi’ crea barriere e forgia maschere con l’inconsapevolezza nostra di vivere cio’ che lui vuole e non noi…è una guerra costante con l’ego, si ripresenterà sotto varie forme, lui vuole comandarci…la vera vittoria si avrà quando presa coscienza di cio’ saremo noi a dirgli cosa fare e non lui a guidarci come marionette.

 

 

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In un momento storico particolare, ove la sottocultura sta prendendo lo spazio della cultura in ogni campo, torno a ribadire l’importanza del ritorno di tante menti ad occupare gli spazi atti ad informare e a ridare vigore a discussioni formative e formanti inerenti i piu’ disparati argomenti.

Se andate a sbirciare in giro trovate solo cultori della cultura, auto-elettosi tali, atti a sproloquiare sui piu’ diversi argomenti perlopiù monologhi a quattro mani pieni di citazioni ignoranti che riempion solo la loro pancia di banalità e ignoranza; purtroppo l’arrogante presunzione di saccenza gli permette di nominare anche gli innominabili solo per cercare di creare un po’ di teatro che poi ormai è seguito da quattro gatti sempre uguali che tra google e wikipedia si ergono a intellettuali dell’ultima ora anche loro.

«Un uomo o è un artista o una mezzasega, e non deve rispondere a nient’altro, direi, se non alla propria energia creativa.»-Diceva un tipo che con la propria creatività  fu breccia enorme nella cultura conservatrice americana, mettendo a nudo cio’ che il capitalismo sfrenato dei suoi anni aveva lasciato come detriti per l’arricchimento dei pochi eletti e ancora che «L’incertezza della conoscenza non era diversa dalla sicurezza dell’ignoranza.»

Quanta verità nelle frasi di un uomo cresciuto tra la violenza domestica, che studia giornalismo e arte e lavora alle poste per mantenersi; un uomo che viene ingaggiato dalla Black Sparrow per la quale pubblica quasi tutte le sue opere , un uomo che frequenta inizialmente un gruppo di nazisti per poi mollarli e deriderli per la loro sottomissione alle parole di un folle come Hitler e va a frequentare movimenti di estrema sinistra libertari e filo-anarchici; in effetti ha messo a nudo fortemente la differenza tra intellettuali conservatori e libertari e ancor piu’ col suo modo diretto di esprimersi è stato esca per poveri moralisti-moralizzatori che senza forse mai leggere un solo rigo delle sue opere si son scandalizzati per qualche parolaccia o per le descrizioni crude di atti sessuali che secondo me li hanno fatti incazzare perché in vita loro non hanno ancora oggi capito cosa significhi vivere ils esso in modo libero e questo non perché non abbiano avuto rapporti sessuali, ma perché anche il sesso per loro è e sarà sempre un atto di sfogo e di distacco da una frustrazione sempre viva dentro; giustamente io li rivedo molto invece in scrittori che godono nell’osservare gente grattarsi via la pelle sino alle ossa per la sofferenza, come scrive Miller in Tropico del Cancro, vendetta cospirata contro gli altri dato che per un cambiamento loro personale c’è ben poca speranza.

Certo oggi ogni tipo di  “media” ci riempie di intellettuali usciti dal nulla e formatosi tra libercoli o peggio ancora portavoci di gente che li costringe a dire determinate cose in determinate circostanze, quindi ancor di piu’ nei piccoli mondi bloggeriani imitatori da strapazzo si fingono chissacche’ mentre la loro posizione vine vidimata non dalla conoscenza ma dalla forma estetica…vuoi mettere un semplice “ nessuno” al confronto con scrittori fantasma e famigerate dotte esponenti del posto statale raccomandato?  Ma si…così volge il mondo e tra dolori di culo virtuali e reali io preferisco tenermi quelli virtuali…!!! Se poi piu’ che volgere l’attenzione a una critica distruttiva e diffamatoria degli altri, qualcuno finalmente cambiasse strada e atteggiamento, forse sarebbe anche auspicabile una ripresa culturale dal piccolo al grande circolo che oggi sempre piu’ abbonda di stronzi che si trovano bene in un mondo di merda…ma hanno inventato anche Mr. Muscolo quindi la merda prima o poi si scioglierà e arriverà nei posti ad essa confacenti: la fogna.

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E’ successo a Roma quello che tutte le forze politiche si auspicavano per poter trarre vantaggio dalla manifestazione degli indignati; è successo ma non proprio come si aspettavano…purtroppo stavolta il morto non c’è stato; la destra che accusa la sinistra di fomentare e di sorreggere certi movimenti, la sinistra che accusa la destra di utilizzare le forze dell’ordine come squadriglie fasciste, ecco in questo son d’accordo con tutti e due gli schieramenti; quelle centinaia di frustrati, fuoriusciti da certi ambienti deviati dei centri sociali, che io ho frequentato e posso affermare che nella stragrande maggioranza delle volte  son base di giovani intelligenti e pacifisti, hanno retto il gioco dei potenti molto piu’ di quanto immaginino; son riusciti a far fallire una manifestazione molto ben organizzata, ove doveva risaltare l’accusa contro la grande finanza, la BCE e i caposaldi di un sistema capitalista che ormai ha affossato il sistema mondiale, portando l’attenzione negli atti di scalmanati e ripeto frustrati e derelitti della societa’, gente che ha bruciato auto di operai e proletari, che in nome di un non ben specificato libertarismo hanno forzato le porte di chiese e distrutto e oltraggiato le statue…dov’è il senso di libertà in questo? Io” non credo” ma rispetto gli altri nei loro spazi e nelle loro abitudini e non mi si venga a dire che faceva parte di una protesta contro il regime vaticano perchè allora dovevano dimostrare di avere le palle di andare sin dentro il vaticano e colpire il vero bersaglio di questa pseudo-protesta…invece no…vigliaccamente colpiscono simboli e oggetti senza difesa, proprio come i fascisti che tanto attaccano…si son dimostrati anche loro dei fascisti; migliaia di giovani a lottare  e contestare un sistema che ci lascerà col culo a terra, senza lavoro, senza pensioni, senza futuro si son visti rubare la scena da chi vestito di nero scaglia una rabbia insensata contro obiettivi insensati…il poliziotto poi non si deve difendere? Mettete il vostro culo su una camionetta che va a fuoco e vedete se istintivamente non reagite in certi modi…io sono di sinistra, contro il sistema vigente ma credo che non sia questa la rivoluzione che la storia ci insegna vedi Cuba, Sud-America, Cina, ex Urss…Il Che si sta rivoltando vedendo il suo viso sul corpo di questi criminali…!!! La colpa? Non c’è colpa perchè tutti sapevano i punti di incontro e anche i movimenti che sarebbero stati fatti e mentre i giovani manifestavano serenamente, i cosiddetti Black-bloc si sono tranquillamente infiltrati e hanno potuto compiere lo scempio che si è visto; le forze dell’ordine? Hanno ricevuto ordini di stare in determinati punti della citta’ e non potevano fare altrimenti…non le difendo, per me sono solo marionette non al servizio del cittadino ma per salvaguardare l’incolumità dei potenti, sono forze create dal potere come possiamo pretendere che difendano chi lo contesta? Fanno parte di un Risiko ben orchestrato che come negli anni 80 deve create destabilizzazione  per poter giustificare atti altrimenti inconcepibili dei signori al potere; ho visto su una camionetta la scritta Carlo vive e il simbolo della A cerchiata..beh io ho vissuto un progetto anarchico in zona e sinceramente mai si è parlato di azioni cosi’ vili, anzi mi ha lasciato un cumulo di nozioni molto interessanti e formative…quindi questi pseudo-anarchici cosa sono in effetti? Nulla…nemmeno anarchici, solo poveretti che dietro un simbolo nascondono il loro essere perdenti, che non riescono a uscire fuori da questa società e vivono una situazione da parassiti e inconcludenti….!!!

Un forte applauso a chi ha invece manifestato per ragioni condivisibilissime e ha condannato questi atti ritrovandosi addirittura in piazza S. Giovanni a Roma per ripulire gli spazi contaminati dalla guerriglia stupida e offensiva creata da chi ho già piu’ volte descritto come ” inutili pezzi dispersi di questa societa’”…

Se avete le palle andate a ripagare i danni fatti alle auto di lavoratori e alle case di gente che voi dite di voler difendere…ma non lo farete perchè al solito vi nasconderete sino alla prossima volta, quando diretti da un potere che vi utilizza e poi vi butta andrete a rompere i coglioni inutilmente da qualche altra parte…

 W gli Indignati e i costruttivi…in carcere i codardi vestiti di nero e certi esponenti delle forze dell’ordine che ne approfittano per pestare a piacimento anche chi non dovrebbe essere toccato.

 

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In un momento storico particolare, dove ogni minimo spazio che ancora troviamo libero deve essere utilizzato per poter dire la propria, trovo opportuno che i blog vengano rivalorizzati e non abbandonati per colpa di social network che hanno rimpiazzato gli spazi che in tutto il mondo son serviti per attivare anche enormi rivoluzioni sia sociali che culturali, nel nostro piccolo dobbiamo quindi far riemergere quelle voci che danno fastidio, che rompono con l’andazzo così piatto e servile che c’è in giro; dobbiamo scrivere perchè non si puo’ lasciare spazio  a chi mostra disprezzo con facce acide, a somari che indossano i panni di purosangue, lupi vestiti d’agnello, repressi, depressi, senza dignità; a gente priva di personalità che fa mostra dei propri averi per nascondere la miseria del proprio essere, a sudditi e miserabili servi del potere, porci e troie che calpestando fango dove vivono, cercano di scagliarne in faccia a chi li circonda, fascistelli senza arte nè parte, vili che come lumache si nascondono e come serpi escon fuori per colpire alle spalle, sfruttatori come cani che scodinzolano a chi gli porge una scodella e poi lo mandano via nel momento del non bisogno; padroni di vanità e di finta saccenza, moralizzatori con migliaia di scheletri nell’armadio, invidiosi, accidiosi, volgari parti della piu’ volgare razza, che si vergognano dei propri nomi, che brucerebbero drogati, omosessuali e ogni tipo di ” diversità” per sfogare la propria frustrazione, gente che in un mondo di merda è normale che si trovi ad agio in quanto fatta della stessa pasta, gente convinta di possedere tutto e tutti, stranieri dentro la loro stessa casa, spermi rubati ad una sana masturbazione; gente che difende il potente, che giustifica i pestaggi contro chi manifesta, che accusa di ipocrisia chi la pensa in modo diverso, gente che avrebbe bisogno di sane notti di sesso invece di perdersi nei mondi virtuali a rompere i coglioni; gente codarda che si nasconde e come fantasma cerca di entrare nelle anime altrui per clonarle e renderle simili e loro, bugiarda e bigotta; gente che vive nei blog per cercare l’attimo esatto quando poter denigrare chi gli sta sulle palle, gente che ha reso lucido il culo di tanti per arrivare a campare, che si vanta di chissà quali conoscenze e quali mestieri per poi vivere nella topaia della propria anima; gente che gode dei mali altrui, che vive una vita da perdente, fallita, che ogni progetto gli è volato via e che si ritrova con un pugno di mosche in mano e una tastiera che gli ridà un po’ di falsa personalità; gente già condannata a distruggersi e compiangersi in un futuro prossimo, sola e giustamente perdente…a questa gente non dobbiamo lasciare piu’ spazio di infangare angoli di cultura e di vita nostrani…torniamo al sano, vecchio e amico blog, non lasciamolo marcire in mano a vermi….!!!

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No, non ce ne siamo liberati, ci circonda e ci sovrasta come una piovra con sempre piu’ tentacoli:

La mafia sta nei negozi che assumono personale e allo stesso tempo fanno già firmare la lettera di dimissioni;

la mafia sta nei medici, negli avvocati, nei notai che ti cercano 1000 euro e se vuoi la fattura ti dicono che allora devi pagare l’iva;

la mafia sta nel poliziotto, nel carabiniere, nel finanziere che va dalla prostituta per scopare gratuitamente vendendo il proprio silenzio;

la mafia sta nei direttori dei corsi di formazione per l’abilitazione al sostegno che ti cercano 3000 euro sottobanco o qualche prestazione sessuale sotto-letto;

la mafia sta nei datori di lavoro che ti assumono part-time e ti fanno lavorare 12 ore al giorno;

la mafia sta nel maresciallo della marina militare che vende ai suoi commilitoni il cibo destinato alle mense;

la mafia sta nel vigile urbano che vede un auto posteggiata nel posto riservato ai disabili e fa finta di niente perchè è quella dell’amico;

la mafia sta nei cantieri di lavoro dove decine di persone vengono pagate per non fare nulla;

la mafia sta nel politico di turno che ti cerca un modestissimo posto di lavoro ricattandoti per tutta la vita;

la mafia sta nel finanziere che sequestra 100 chili di pesce e ne dichiara 50 perchè l’altro se lo divide con gli amici ;

la mafia sta nell’avvocato che non vuol seguire il tuo caso perchè non vuole inimicarsi la procura;

la mafia sta nel dirigente della casa di cura che ti fa firmare un contratto da 1000 euro e a fine mese te ne da 400;

la mafia sta nel bar che aumenta i prezzi in modo assurdo per i turisti;

la mafia sta nelle gare d’appalto truccate e fatte sotto-banco;

la mafia sta nel traffico di clandestini dove politici, avvocati e insulsi procacciatori lucrano a dismisura;

la mafia sta nel prete che rendendo grazie e dio si scopa il ragazzino durante la confessione;

la mafia sta nelle missioni di pace dove ragazzini guadagnano qualche migliaio di euro in piu’ e razzolano, violentano e uccidono con la benedizione delle nazioni unite;

la mafia sta nell’uomo che costringe la propria compagna a subire violenza e la ricatta e minaccia;

la mafia sta nel libero professionista che cerca una segretaria e le dice che le serve per reggergli le bretelle;

la mafia sta nelle 100 euro che il camionista mette dentro il libretto di circolazione e consegna alla pattuglia per poter passare senza essere controllato;

la mafia sta nelle 100 euro che lo studente mette dentro il libretto universitario e lo consegna al professore per passare serenamente l’esame;

la mafia sta nel banchiere che segnala ai malviventi i migliori risparmiatori;

la mafia sta in chi usa nelle costruzioni edilizie materiale differente da quello dichiarato;

la mafia sta in vaticano dove vengono nascosti tutti i segreti inerenti certi sequestri e certi attentati;

la mafia sta nel presidente della repubblica che sa e non parla;

la mafia sta nei giornalisti, nei cronisti, nei direttori dei mezzi di comunicazione;

la mafia sta nei genitori che non vogliono che i loro figli si ritrovino in classe con extracomunitari, disabili o emigranti;

la mafia sta nell’insegnante che mette da parte il figlio dell’operaio;

la mafia sta in chi approfittando della propria posizione ricatta e umilia l’altro uomo;

la mafia sta in chi non parla, tace e acconsente;

la mafia sta in chi con le parole e gli atti denigra volutamente un’altra persona;

la mafia sta ancora in migliaia e migliaia di posti…in quanti hanno utopicamente cercato di combatterla e quanti ci hanno rimesso la vita o la loro liberta’…la mafia non morira’ mai se non quando sara’ lo stesso uomo a morire per sempre !!!

 

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Quasi inconsciamente mi son ritrovato a fissare un aereo, non un aereo qualunque ma quello che alle 10.40 di domenica è partito da Fontanarossa spiccando il volo in un cielo limpido dipinto solo da un lato dal sempre affascinante ululato dell’Etna che sembra dire ” questa terra è viva…respira”; lo fissavo circondato da bandiere che propugnavano la rinascita di un quartiere popolare di Catania e dalle scie di auto, camion e moto che si dirigevano in qualche posto a me ignoto ma importante per l’anonimo guidatore che sempre tale rimarra’ per me. Quella striscia verde laterale spiccava nel bianco dell’aereo e si allontanava sempre piu’ e dentro  quel mostro simbolo del caos e della velocità di una società ormai impazzita tante comparse a riempire d’anima e emozioni differenti una parte di cielo ben definita; tra di esse la protagonista spiccava per il suo sorriso, la sua forza, la sua audacia, la sua pazienza e a lei rivolgevo il mio sguardo anche se non poteva notarlo; mi sentivo vuoto e allo stesso tempo felice, felice perchè quel volo andava in direzione di un sogno, un semplice sogno ma grande per il suo fine, quel volo finalmente non si dirigeva verso tristi mete che hanno accompagnato lei in posti non lieti, andava verso la sua voglia di essere, di crescere, di arrivare ad un obiettivo senza aver leccato il culo a nessuno; sentivo come se i miei nervi fossero legati alle ali e piu’ si allontanava piu’ tiravano e facevano male, un burattino al quale han di colpo tolto un riferimento ed è proprio vero che a una persona dai la giusta importanza quando non la trovi piu’ accanto e noti che significa per te la vita, l’ambizione e il tutto , con quel volo pero’ si allontanavano anche i giorni che naturalmente ci hanno visto litigare, o l’hanno vista triste, arrabbiata, solo sorrisi e ricordi felici rimanevano a terra con me, scherzi, giorni fatti di complicità e cazzate varie…no, la solitudine non è bella quando è imposta, amo stare da solo quando so che c’è lei comunque a pochi istanti da me, così è semplicemente assurdo pensare alla bellezza della solitudine! Son felice ripeto per lei e anche per tutti noi, mi piace immaginarla seduta dietro una cattedra con tanti piccoli attorno, mi piace vederla passeggiare mentre Gucciardini, Poliziani e Dante ne’ cantano le bellezze e il Botticelli viene ispirato per le sue pitture, mentre osserva deliziata le vie di una città che ha riempito il mondo di cultura e arte; l’aereo è sparito e l’incanto si è rotto, rientro in macchina e vado verso casa, accendo la radio e si parla ovunque dell’anniversario della strage avvenuta a New York…si parla di un 11 settembre triste e funereo…il mio 11 settembre non è così…il mio 11 settembre è malinconico ma stupendo, perchè ho scoperto quanto amore è ancora vivo dentro me, quanto legati siamo , un legame viscerale e fantastico…se un dio esiste spero che si trovi nei raggi di sole che avvolgono quel volo e nell’asfalto che accompagnerà i suoi passi verso quella che spero sia la strada della sua vittoria su tutto e tutti!

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E lì ti portero’ Samau, sull’isola di Rève,
ove Cassiopea illuminerà i tuoi passi
mentre rapita nei sogni da Orfeo
fuggi dalla realtà che aspra colpisce il tuo essere.

Ed il vento non sarà mai uragano,
pece saranno petali di giunchiglia,
carezze al tuo respiro essenza di citronella,
versi al tuo udito parole di Rimbaud.

Fu dolce il tempo per Nesace e lo sarà per te,
ed il mio amore sarà ritenuto follia in questo mondo dall’unico sole,
ma faro’ tessere di gigli e violette campanule pendenti,
veste che leggera ti riparerà dall’audace raggio di luna.

Ogni montagna, ogni prato, ogni bosco, ogni albero suonerà arpeggiando,
danzerai con le Napee leggera e soave, spensierata e leggiadra,
fiori di pesco e profumi di zagara spargerà per te Pomona,
finchè stanca ti cullerà Selene madre
ed il sogno sara’ reale.

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In data 2 maggio 2011, la Corte d’Appello di Catania ha confermato la sentenza di primo grado del 19 maggio 2008 proferita dal giudice Di Marco del tribunale di Modica che condannava Carlo Ruta, scrittore di Pozzallo, autore di numerosi articoli contro la mafia e il potere occulto nel suo blog  accadeinsicilia.net, ad un’ammenda di 150 euro e al pagamento delle spese processuali per ” stampa clandestina”, in quanto la testata non era stata registrata come si suol fare con qualsiasi testata cartacea. Il sito è stato oscurato nel 2004 e dal 2005 al 2009 lo stesso Ruta ha curato il blog di documentazione sociale leinchieste.com.

La violazione riguarda l’art.16 della legge 47 del 1948 che riguarda principalmente i giornali cartacei ma che in questo caso, data la mancanza di codificazioni legislative è stato applicato anche per i blog.

Naturalmente è paradossale la condanna per ” stampa clandestina” in quanto sappiamo benissimo che se oggi c’è uno strumento informativo perfettamente controllabile nei suoi responsabili, questo è proprio il blog dato che in pochi secondi i titolari vengono subito rintracciati. In verità la sentenza è l’ennesimo attacco a tutti coloro che autogestiscono propri spazi sul web senza dipendere dai padroni dell’informazione e per questo è giusto rendere noto l’evento; la difesa di Ruta ha ricorso in Cassazione, non tanto per scongiurare la condanna di per sè irrisoria, quanto per evitare di utilizzare lo strumento della prescrizione che avallerebbe comunque due sentenze pericolose per la libertà di espressione e stampa sul web, dopo il ben noto ddl Alfano e altri attacchi che diventano sempre piu’ palesi e intransigenti; cio’ ci fa capire come le grandi lobbies temano la voce libera che circola sul web, come grazie ai blog siamo venuti a conoscenza di fatti che sarebbero rimasti nell’ombra in tutto il mondo, dall’Iran alla Libia e così via, e come cio’ nuoce all’incolumità di chi vorrebbe agire nel silenzio dell’ignoranza generale per portar a termine i propri piu’ o meno loschi affari…ma esiste una voce che oggi non puo’ essere ancora imbavagliata ed è quella dei blog, per questo dobbiamo cercare in tutti i modi possibili di non farci incatenare da leggi e leggette che finirebbero col portare  questo strumento alla pari e alla stregua degli altri controllati e gestiti e ancor piu’ diretti dai potenti che vogliono farci sapere solo cio’ che desiderano censurando tutto il resto!

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Cosi’ tristi sembravano a me e lontani

quei fuochi e quei colori e quei disegni in cielo

che riempivano di gioia cuori puri di bambini,

in quel paese in festa aldila’ del faro

che di notte assieme alle stelle confine noto segna

a chi del mare, per lavoro o gioia, ha fatto la sua terra.

Quel vociare che solo immaginare posso

nel silenzioso scorrere del tempo veloce ma allo stesso modo lento,

nemmeno richiama gli anni della mia insipida e scorretta fanciullezza

quando tra le mura bombardavano la mia indifesa inconsapevolezza

le urla e gli assordanti e prolungati silenzi di mio padre,

carnefice e vittima della propria insoddisfatta esistenza.

Ora che cosciente ammiro le nudita’ del mare,

amico che un giorno provo’  a salvarmi dall’incomprensibile utilita’ del mio essere,

abbracciandomi tra le sue onde e portando il mio corpo a giacere inerme a riva

scopro la malvagita’ di chi crudele strappo’ al nulla la mia carne e le mie ossa,

mostrando al mio risveglio in questo estraneo posto,

sorrisi lacrime e incomprensibili gioie,

dettate dall’egoistico volere a tutti i costi la mia esistenza

onde evitare pianti, fastidiose cerimonie e tristi abiti neri.

Ora loro vivono al di fuori del mio vagare,

come rei di un omicidio commesso e mai pagato,

mentre io muoio attimo dopo attimo senza nulla dare

e quel faro divide maestoso i nostri occhi,

i loro tesi a fissare assurde e patetiche colorazioni in cielo,

i miei rivolti a te o mare a chieder scusa,

per aver sottratto un giorno cibo e sostentamento alle tue creature,

quando immobili fissavano pronte al banchetto

defraudate in un solo istante dalla mano di un bagnino maledetto.

mare 555

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