Archivio Luglio 2009


Odor di Flor de Cano e Yerba mate,

sole diamantato

sulle spiagge a Cayo Blanco.

Case variopinte

e le risate,

l’allegro suon di borghi

dalla plaza.

Storico vagare per le tue strade,

i taxi,il cammello e le tue frasi,

Hasta Comandante,patria o muerte,

Heminghway,Segundo e la tua suerte;

Cuba terra libre e sempre fiera,

Ernesto,Celia ,Fidel ,la bandiera

non porto a casa il sole

e la tua gente,

ma il libero resistere

al barbaro occidente.

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S’alzano fiamme in tzerkov,

spirano fantasmi aristocratici,

fredde le strade a ottobre rosso,

preludio di una

primavera di Praga.

Eschimi a far da simbolo,

sintomi di un avanti

socialista,

mentre dai carceri

quaderni di Gramsci,

e bruciano stelle di David

ad Auschwitz.

Sulle colline di Alba,

corre e combatte

il partigiano Johhny,

così distrutte da carri nazisti

Empoli ed Onna,

punti di linea gotica.

E gridammo libertà,

quando le sponde

d’oriente in Sicilia,

accolsero festose

orge di anime morte

a sopravvivere il mondo.

Mentre spira dall’est

aria di libertà e socialismo,

e s’abbattono i campi,

ma s’alzano presto

muri di odio razziale

tra America e Berlino Est.

Che ora caduti,

viviamo ore di indomita trepidazione,

quando maiali islamici,

uniscono atomi

e minacciano immondi

terre a nucleari reazioni.

Si torna così al passato,

e dal nord Europa si sposta Satana,

ad occupare intoccabile,

le terre di storia,

e di lingua ebraica

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La mia predilezione per i pub,la musica live e la birra alla spina era nota,ma quella sera S. mi convinse ad andare per una volta con loro in discoteca;l’avevo sempre detestato quel posto,pur non essendoci mai andato,ma era la volta giusta per vedere se cio’ che pensavo fosse vero.

Entrammo,ed io naturalmente andai subito a sedermi in un divanetto,dopo aver preso la consumazione che loro chiamano omaggio,avendo pagato 20 euro all’ingresso.

Le prime due ore dalle 23 all’una circa,c’era un po’ di confusione,ma accettabile,con musica stupida e insensata,ma che non dava fastidio piu’ di tanto.

L’inferno arrivo’ in meno di venti minuti.

Le piste si riempirono ,le luci si abbassarono con flash multicolore e la musica cambio’ completamente.

Un massacro per le orecchie,un continuo pompare di bassi sparati al massimo senza nessun senso.

Avevo consumato tre o quattro campari con gin,spendendo la bellezza di cinquanta euro e osservavo quell’assurdita’ che ogni venerdi’ e sabato richiamava una massa nauseante di ragazzi e ragazze.

Sembravano tanti deficenti in preda ad attacchi convulsivi incontrollati,gli occhi spiritati e un gesticolare che andava aldila’ del ritmo e dello stesso ballo,se così vogliamo chiamarlo.

Accanto a ragazzi,dalla magliettina attillata,con jeans bassi quasi al ginocchio che lasciavano intravedere un’orrenda mutanda griffata,sembravano raccogliersi tutte le mignotte che di solito stanno ai bordi della strada;tacchi da venti centimetri,la stessa lunghezza della gonna,trucco stile grottesque e movimenti da richiamo sessuale animale.

Notavo come quasi tutti cercavano di far strusciare ,involontariamente,il proprio cazzo nel culo delle ragazze,le quali in parte accettavano e quindi premevano ostinatamente sulla patta e in parte si allontanavano in cerca di cazzi migliori in giro;le ore passavano e mi resi conto che in effetti chi andava li’,lo faceva per omologarsi agli altri e poter scopare o fare un pompino nell’anonimato di quel bordello.

Giravano pasticche di MDMA e altre robe sintetiche che mi stavano sulle palle io che ho sempre e solo apprezzato lo sballo controllabile della marjuana e dell’ashish.

Una ragazzina ,forse maggiorenne,strafatta,si sedette vicino a me e si appoggio’ alla spalla;pensavo che tra tutta quella merda,una sfogata al mio di cazzo la dovevo dare;le presi le mani e lei non si oppose,infilandomele dentro gli slip ,iniziando una sorta di automasturbazione con le mani di lei;le chiesi se lo volesse prendere in bocca e lei mi guardo’ ridendo come un ebete,abbassandosi e succhiandomelo come stesse bevendo un drink,cosi’ per passare tempo.

Quando la pista comincio’ a sfollarsi,mi alzai senza aspettare i miei amici;mi ero reso conto di come in quel posto

nessuno si divertisse realmente;solo un pugno di anonimi,incapaci di relazionarsi alla luce del giorno,sballati e inconcludenti che si riunivano in un’orgia di disperati tra sesso scadente e droghe di merda.

Decisi allora che una sana birra,un po’ di musica blues dal vivo e due chiacchiere,ubriacandosi,fosse meglio di scopare con una derelitta,vittima della sua incapacita’,infilata tra tanti incapaci,che si rendono noti al mondo solo facendosi e scopando con poca voglia ,per soddisfare l’altro,cosicchè domani,si possa rimanere vivi nella mente di qualcuno,cosicchè l’esistenza abbia almeno questo di senso.

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Era stata sempre una maniaca della pulizia e dell’igiene personale.
Questo ci aveva portato a mettere fine al nostro matrimonio dopo appena 5 anni;ero andato ad abitare a due isolati dalla casa dove avevo condiviso ogni spazio con lei ed era arrivata la sera in cui lei doveva venire da me,a firmare le pratiche per la separazione.
Avevo predisposto tutto;la casa in ordine ,come volevo io;anni a sopportare frasi tipo “togli le scarpe prima di entrare!”-”Non sporcare a terra”-”pulisci qui ed evita di toccare là”-
l’aspirapolvere costantemente tra i piedi e poi lucida -acciaio-legno -cotto,per bagno,cucina,salotto e ancora anti-tarme,anti-formiche,anti-tutto.
Finalmente avrei vuto la mia libertà,lontano da lei,ma prima mi sarei ripreso ogni momento di umiliazione subita,glielo avrei reso,per liberare anch’io la mia anima,piena di rabbia,rancore e voglia di esternare ogni insensata prevaricazione subita.
Al suono del citofono andai ad aprire la porta.
Bella nei suoi jeans Cavalli aderenti,sandali bianchi e una camicia casual bianca,con fiori stampati rossi e gialli;i suoi grandi occhi neri,messi ancor più in risalto dall’eyeliner e le labbra ,con un delicato rossetto che ne evidenziava la carnosita’.
Mi fissò indifferente e fredda ,facendosi spazio tra me e la porta;appena dentro rimase immobile;fu esterefatta dalle condizioni igieniche dell’appartamento;si girò verso me ,ma non ebbe il tempo di farlo completamente;la colpii alla testa con un ferro da stiro,che le fece perdere i sensi,come mi auspicavo.
Aprì gli occhi,ancora intontita e con una lunga riga rosso sangue che le scendeva giu’,sul collo e sulla spalla destra.
Mi fissò terrorizzata,rendendosi conto di essere legata ad una sedia,mente io ridevo tenendo ora in mano una spugna e un flacone di alcool puro al 100%.
-”Oh ma come sei sporca in viso!Adesso ti disinfetto in un attimo”-
Lei,con gli occhi sbarrati,non riusciva a proferire parola.
Le svuotai il flacone in testa e con la spugna strofinai il collo,il viso e le spalle.
Adesso urlava di dolore.
“E no!Così disturbi i vicini…il volume è troppo alto!”
Le tappai la bocca con del nastro isolante e nel frattempo le giravo attorno.
“Ma questa camicia ha una macchia qui…sul colletto!Oh mia distrattona,adesso la sistemo io!”
Presi una bottiglia di acido muriatico e la versai sul colletto,ma purtroppo l’acido finì anche sulla schiena.
Cominciò a divincolarsi e a contorcersi pur legata.
“Ma che rumore fai con questa sedia!Sotto dormono,stai ferma!”
Con una sega da falegname mi avvicinai ai suoi piedi.
Lei piangeva,cercava di urlare bruciava dal dolore,ma faceva troppo rumore.
Dopo appena due colpi con la sega al piede sinistro,perse i sensi.
Bloccai l’emorragia con una lama di coltello arroventata,come avevo visto fare al cinema.
Riaprì gli occhi,distrutta e sembrava non stesse più riconoscendo neanche il posto in cui si trovava.
“Ho notato mia cara,che devi curare un pò di più l’igiene intima!Ti fermi troppo in superficie”.
Abbassò gli occhi notando con terrore che aveva tra le gambe ,infilato in vagina,un tubo di ferro ,all’interno del quale giungeva una pompa.
“E’ un metodo sicuro,non ti preoccupare.Ti puliro’..completamente!”
La pompa era collegata ad uno strano marchingegno.
“Questo è un motore a scoppio,collegato a quel contenitore di benzina!Appena lo accenderò,la benzina salirà su’ per la pompa e da lì comincerà la sua ascesa verso le tue parti intime…!”
Lei faceva di no con la testa,mentre il dolore la stava uccidendo già da viva,la schiena bruciata,il viso deturpato e due moncherini al posto dei piedi.
“Shhh!Avrai tanti benefici da questa cura”
Accesi il motore e la benzina cominciò a farsi strada;mi resi conto che era arrivata all’obiettivo,quando lei cominciò a tremare e a fare movimenti sconnessi.
I nervi cominciarono ad abbandonarla;ma era quasi tutto finito;staccai la pompa dal motore e all’estremità libera,mi avvicinai con un accendino.
La fiamma salì velocissima e lei non ebbe il tempo di accorgersi di niente,che il fuoco si approprio’ del suo ventre,fuoriuscendo dal corpo come fosse un vulcano;la morte arrivò credo in meno di tre minuti.
Le sparsi acqua tiepida e di quel che rimaneva ne riempii due sacchi di immondizia che andai subito a buttare.
Dentro casa,in meno di due ore,tutto splendeva e odorava piu’ di prima;ero abituato all’igiene;e adesso fissavo le stanze,libere da ogni sorta di sporcizia e batteri…ed io libero da lei.

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