Archivio Ottobre 2009


Eccovi qui,
come avvoltoi a mirare il mio corpo,
bianco,magro,
con uno schifoso abito nero;
eccovi qui,
a fissarmi e a narrare,
a tessere lodi di quello che in vita
aveva fatto tante belle cose ed era amico di tutti;
eccovi qui,
a raccontare cazzate,
a rimangiarvi tutte le volte
che per voi sono stato uno stronzo,
un inutile,folle,polemico;
uno che si ergeva a tutore della giustizia,
o semplicemente un puttaniere
perso in un mondo di puri;
eccovi qui,
a versare lacrime di circostanza,
ad abbracciarvi e a compatire,
coi vostri nomi in bella vista sulle corone,
cosicché tutti sappiano che avete speso venti euro di merda
per ricordarvi di me;
eccovi qui,
voi che disdegnavate la mia presenza,
voi saccenti,saggi,aristocratici e falsi;
vi fisso tutti,
dall’alto del mio immutabile e freddo rigor mortis,
e finalmente leggo le vostre anime,
nere,bianche,sudice e colte,
false,vere,amiche e traditrici
e non mi scalfite piu’;
scappate avvoltoi alla ricerca di nuove carogne da fissare,
il vostro compito è stato svolto,
siete state comparse nello spettacolo della mia vita,
protagonisti nella tragedia della mia morte.

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Le tv piene di ragazze che hanno come obiettivo arrivare a diciotto anni per “rifarsi”;laperdita di valori dell’universo femminile si rispecchia nelle storie di gente come Noemi Letizia,Mara Carfagna,veline e velette varie,classiche oche senza cervello ma che hanno capito che la loro forza sta tra le gambe.
Come vorrei rivedere i movimenti femministi degli anni settanta,o incontrare le donne di allora per sapere cosa ne pensano,intervistarle sulle loro “ereditiere”e sapere quale errore la societa’ ha fatto per disintegrare i valori della loro lotta.
Dove sono Carla Lonzi,Carla Accardi e Elvira Canotti,che fine ha fatto il manifesto della rivolta femminile del 1970?
La donna si ricorda di essere tale l’otto marzo,ma solo per andare a vedere i culi di spogliarellisti di turno,o appendere la mimosa sul cruscotto della macchina.Tra le altre cose per cui lottare oggi,da poco ho letto un articolo agghiacciante ,che dovrebbe far rivoltare tutto il mondo contro la societa’ camerunese…Cosa?Vi riporto di seguito la notizia apparsa sull’unione degli atei edegli agnostici razionalisti e vi chiedo di meditare:

Camerun:la tortura del seno piatto

I seni sono un dono di Dio». Sui manifesti, alla televisione, alla radio, la perentoria affermazione passa e ripassa, ribadisce, inculca; con l’affanno delle verità che evidentemente non sono così ovvie come dovrebbero. Il Camerun è il Paese dove «si stirano i seni», dove, per antichi e nuovi pregiudizi, migliaia di adolescenti sono sottoposte a un’atroce tortura. Nei villaggi della provincia di Littoral da sempre le prime a svergliarsi sono le bambine e le ragazze che all’alba vanno ad attingere l’acqua, riempiono le catinelle e i sacchi di plastica e poi si aiutano a vicenda a metterli in bilico sulla testa. Chiacchierando tornano al villaggio e lo risvegliano con le risa e il rumore delle bacinelle. Fin da questo impegno mattutino sono vestite di tutto punto, con la la lunga veste di cotone che copre tutto il corpo e si annodano stretta sul petto, per schiacciare i primi turgoni. Perché hanno paura. Amélie adesso ha 24 anni, non va più con le compagne al fiume: «Ne avevo tredici quando mia madre si è accorta che cominciavano a ingrossarsi i seni.
Mi ha detto: questo non va bene, adesso gli uomini cominceranno a guardarti perché sanno che sei una donna. Allora faremo come ha fatto mia madre con me, come tutte abbiamo imparato a fare». Ogni mattina e ogni sera con una pietra arroventa al fuoco ha cominciato a passare e ripassare il suo petto, indifferente alle sue urla di dolore, «per cancellare il nocciolo all’interno e farlo scomparire». E’ andata avanti così per cinque terribili mesi, prima che il petto diventasse piatto e vuoto. La madre era felice. Soltanto dopo tre anni il seno è ricomparso. In questa provincia, secondo un’indagine dell’Agenzia tedesca di cooperazione (GTZ), il 53 per cento delle ragazze subisce questo trattamento atroce. Ma il Paese delle donne dal petto piatto è grande, non c’è città o dipartimento che sfugga. Ariane abita nella capitale, nel quartiere Tsinga. Qui le superstizioni del villaggio, i vecchi riti sembrano lontani, il petrolio ha portato un po’ di ricchezza e con questa abitudini nuove, forse persino un po’ di quello che l’ingenuità positivista chiamava progresso. «Avevo undici anni quando mia madre ha cominciato a stirarmi i seni che per lei erano troppo grossi, usava una spatola di legno scaldata al fuoco. Mi faceva male in modo atroce, io gridavo mamma, mi fai male, no, no! Per sfuggirle cercare di restare il più possibile fuori casa, tornavo solo di notte, sono diventata sbandata e ribelle». Ironia crudele: Ariane, che la madre voleva sottrarre agli appetiti degli uomini, è rimasta incinta già un anno dopo, violentata dal figlio di una vicina da cui aveva cercato rifugio per non soffrire. Per nascondere la femminilità precoce delle adolescenti tutto va bene: pestelli dei mortai, pietre, spatole, la buccia delle banane, la scorza di un frutto della foresta, tutto arroventato con cura. Una tradizione vuole che sia il fratello più piccolo o uno dei cugini della vittima a usarli, affinché il trattamento sia più efficace. Alle ragazze, soprattutto nel Nord dove molti sono i musulmani, viene imposta anche una cintura per schiacciare il petto; una striscia di gomma spesso ricavata dalla camera d’aria di un vecchio pneumatico che le avvolge e le stringe. Gli uomini i mariti i fratelli sanno ma non dicono nulla: sono cose di donne, spetta alle madri occuparsi delle figlie. Alcune madri temono che una pubertà prematura possa bloccare o rallentate la crescita: a causa del modificarsi dell’alimentazione e delle abitudini, lo sviluppo è oggi precoce, e molte ne hanno paura.
Altre vogliono «proteggere le figlie dagli uomini», un corpo adulto può far anticipare il matrimonio o, peggio, metterle a rischio di violenze. Il Camerun, come molti Paesi africani, è cambiato troppo in fretta e nel caos, gli antichi vincoli sociali si sono sfilacciati, non difendono più. Ormai una ragazza su cinque resta incinta e per metà di loro è la conseguenza del primo rapporto sessuale. Di questa pratica che si avvicina a quella dell’escissione restano segni indelebili: traumi psicologici che rendono difficile la sessualità, e poi cisti, cicatrici, seni senza più consistenza o enormi, casi di cancro. Perché, spiegano i medici, «cancellandola la ghiandola mammaria si modifica il nocciolo della cellula».

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Sono così sola,
strascico bianco
sporco di fango;
la pioggia deforma
il trucco sul viso,
il velo volato
a cercare il mio sposo.
Stanotte doveva
esser notte di festa,
ma il locale è vuoto
la luna mesta.
Vestito di nero,
mi avresti aspettato,la chiesa,i sorrisi,
amore eterno giurato;
ma il niente,
un istante
l’allegra serata,
l’addio al celibato,
la birra,la strada.
Di nero vestito,
ma non per gioire,
la gente che piange
l’enorme dolore.
Ed io ora sposo
le onde del mare,
se il nulla è nulla
mi vedrai arrivare;
bianco il mio abito
carezza la notte,
ed il freddo dell’acqua
che il mio corpo inghiotte.

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Da secoli la chiesa nasconde casi di migliaia di bambine e bambini,nonché di donne aggredite anche sessualmente dal clero.
Le violenze fisiche possono essere in minima parte trovate nello scritto di Robert.T.Carroll “The Skeptic’s Dictionary del 2003,ove tra l’altro vengono riportate una grande quantita’ di tragedie ,incluse morti in casi estremi.Ad es. nel 1995,una donna fu presa a pugni,sino alla morte,da ministri pentecostali,nel tentativo di scacciare il diavolo;una bambina di cinque anni ,morta dopo essere stata obbligata a ingoiare una miscela di ammoniaca e aceto,tappandole la bocca con nastro adesivo,nel 1997 a new York,sempre da ministri di Dio.
Ma la violenza sulle donne ,oltre che in modo fisico si presenta anche in modo razziale e psicologico: il Vaticano condanna la campagna di Amnesty contro la violenza sulle donne e afferma di non voler più finanziare l’organizzazione. Ma questa smentisce di aver mai ricevuto soldi dalla Chiesa o da organizzazioni legate ad essa. Anzi, finanziamenti del genere sarebbero addirittura incompatibili con il suo statuto;questa sorta di rifiuto si ricollega alla politica sull’aborto,perché Amnesty ha dato voce ad insegnamenti sulla contraccezione in paesi ove la cultura cattolica,preferisce che si espandino Aids e poverta’,pur di procreare.
Una dichiarazione dell’arcivescovo Tommasi invece ci porta sull’argomento pedofilia e chiesa:
Porteous Wood, rappresentante internazionale dell’Unione Internazionale Etica e Umanista,affermo’ che per molte migliaia di vittime degli abusi meritano che la comunità internazionale chieda conto al Vaticano, il che finora non ha voluto fare, sia gli stati che le organizzazioni dei bambini devono unirsi e fare pressione sul Vaticano affinché apra i suoi archivi, cambie le sue procedure a livello mondiale, e denunci i presunti responsabili di abusi alle autorità civili.
La risposta dell’arcivescovo fu che la maggior parte degli abusi commessi dai preti non era caratterizzata da pedofilia, ma da efebofilia, cioè da attrazione sessuale verso gli adolescenti. “Di tutti i preti coinvolti negli abusi – ha detto – dall’80 al 90 per cento appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni“.
Se poi andiamo sul sito www.snapnetwork.org,c’è un archivio completo di vescovi e alte gerarchie ecclesiastiche criminali,dove accuse di abusi e ricatti si intersecano con violenze psichiche e morali.
Mi rivolgerei quindi a personaggi inseriti nel mondo ecclesiastico,che si ergono a giustizieri, forti delle loro alte conoscenze,che creano associazioni contro la violenza sulle donne e contro la pedofilia,di scavare negli archivi di casa propria,avendo il coraggio di indagare e fare finalmente i nomi di preti,arcivescovi,vescovi e altre autorità che ,abominevolmente “abusano di bambini e donne;è facile lottare lontano da casa propria,sfruttando anche hacker e informatici vari,per ricerche sul web antipedofilia,mettendo la faccia in tv per farsi cosi’ propaganda,in un delirio di onnipotenza e potere…piu’ difficile attaccare chi ti sta accanto,perché potrebbe sempre esserti utile,o gia’ lo è stato!
Chiederei, per iniziare,ad una associazione molto nota in tutta Italia “Meter di Don Fortunato Di Noto” ,che insieme alle giustissime battaglie che conducono contro la pedofilia,inseriscano la lotta contro chi,all’interno della stessa chiesa abusa e sfrutta,donne ,bambini e ragazzini…coi vostri mezzi potreste farcela!
Grazie!!!

Aggiungo di seguito elenco accurato di sacerdoti condannati in Italia per pedofilia tratto da “Omosofia”sito curato da Stefano Bolognini:

1991. Napoli – …don Giuseppe Rassello, il parroco napoletano condannato nel 1991 a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale su Antonio B., un minorenne che frequentava la sua chiesa. Rassello, 49 anni, dopo la condanna, confermata nel ’96 dalla corte d’Appello (che ridusse la pena a due anni e un mese), il prete si era trasferito nell’isola di Procida, dove era nato, continuando a svolgere attività pastorale e culturale. (da Quotidiano.net, 23 gennaio 2000, l’articolo è consultabile in Internet qui).
10 gennaio 2000. Foggia – …don Giorgio Mazzoccato, 62 anni, originario della provincia di Treviso, ex-parroco di Castelluccio dei Sauri (Foggia) è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione (il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni) per molestie sessuali nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni. (Quotidiano.net, 10 gennaio 2000. L’articolo è consultabile qui, sul caso si veda anche Daniela Camboni, Abusi sui bimbi, arrestato il parroco, in “l’Unità”, 3 aprile 1998, p. 14. e Anonimo, Sacerdote a giudizio per violenza sessuale, in “Il Manifesto”, 22 aprile 1999).
febbraio 2000. Chiusa San Michele – Condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione don Marco Gamba, parroco di Chiusa San Michele accusato di violenza sessuale ai danni di minori. (in “luna nuova”, n. 53 martedì 11 luglio 2000, l’articolo è consultabile qui. Sul caso si veda: “Il Giornale”, 11 luglio 2000 e “La Stampa”, 11 luglio 2000).
26 giugno 2001. Milano – Quattro anni di reclusione sono stati inflitti a don Renato Mariani, il parroco di San Giuliano Milanese accusato di violenza sessuale su giovani, violenza privata e appropriazione indebita. (Anonimo, Violenza sessuale parroco condannato, in “La Repubblica”, 26 giugno 2001, p 6, sezione Milano).
27 maggio 2003. Milano – Un frate, ex insegnante di un noto istituto privato di Milano e’ stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per aver molestato cinque bambine di scuola elementare 11 anni fa. (Ansa, 27 maggio 2003).
1 ottobre 2003. Cuneo – …La Corte d’appello di Torino ha confermato la condanna inflitta in primo grado a don Luciano Michelotti, ex parroco di una frazione di Vicoforte (Cuneo) per detenzione di materiale pedo-pornografico con minori… (Ansa, 1 ottobre 2003).
10 aprile 2004. Gavirate – Tre anni e quattro mesi di carcere sono stati inflitti al sacerdote di Gavirate accusato di pedofilia su dodici ragazzi del paese. Al prete è stata riconosciuta la seminfermità mentale ed è per questo che non è stata accolta la richiesta avanzata dalla Procura, che era di dieci anni. don Roberto Mornati, era arrivato negli anni ’80 a Gavirate, trasferito dalla curia dopo che aveva già subito un processo per molestie. (da VareseNews.it, 12 ottobre 2004. L’articolo è consultabile qui. V. anche Agi, Rifiuta patteggiamento prete accusato di pedofilia, 10 aprile 2004).
17 gennaio 2004. Forlì – Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilità. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si è chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forlì… aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. (Anonimo, Pedofilia, condannato il parroco, in “Corriere Romagna”, 17 gennaio 2004.)
20 aprile 2004. Nuoro – Ha patteggiato una condanna a 4.600 euro di multa don Pietro Sabatini, 46 anni, rettore del seminario vescovile di Lanusei, accusato di aver scaricato da Internet, pagandole con la carta di credito, immagini a contenuto pedopornografico. (Ansa, 20 aprile 2004).
7 luglio 2004. Palermo – …La vicenda ebbe inizio nel 1994, a Favara, quando il seminarista aveva 12 anni. Il 7 luglio scorso, dopo l’ esposto del seminarista, il sacerdote, don Bruno Puleo, ha patteggiato la pena: gli sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione. (Ansa, 12 luglio 2004).
11 giugno 2004. Roma – Sei anni di reclusione sono stati inflitti dal gup Marcello Liotta al sacerdote Paolo Pellegrini di 52 anni di Colleferro accusato di violenza sessuale e istigazione all’uso di stupefacenti. Al centro della vicenda processuale i suoi rapporti durati dal 2000 fino a pochi mesi fa con due ragazzi che oggi hanno rispettivamente 12 e 18 anni di età. (Adnkronos, 11 giugno 2004; v. anche Anonimo, Prete pedofilo blitz per incastrarlo, in “l’Unità” – Roma. 26 febbraio 2004, p. 2).
29 giugno 2004. Teramo – E’ stato condannato a sei anni di carcere [poi ridotti a 4 per patteggiamento, ndr.] don Bruno Tancredi, 54 anni, ex parroco della frazione Monticelli di Teramo. L’uomo e’ accusato di abusi sessuali nei confronti di cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni. (Agenzia stampa Agir, 29 giugno 2004).
1 luglio 2004. Grosseto – Due anni e sei mesi per don Felice Cini, sacerdote accusato di aver molestato sessualmente alcuni bambini nella parrocchia di Arcille, in provincia di Grosseto. Il processo e’ durato due anni, alla fine l’imputato ha patteggiato davanti al gup Armando Mammone. Durante l’inchiesta sono stati ascoltati 17 bambini tra i 10 e i 14 anni. (da Agenzia Stampa Agir, 1 luglio 2004).
14 luglio 2004. Alessandria – Ha patteggiato una condanna a poco più di tre anni padre Domenico Marcanti di 48 anni, l’orionino che era stato arrestato nel gennaio scorso con l’accusa di violenza sessuale su minori e circa un mese dopo, a metà febbraio, trasferito dal carcere di Biella in una comunità di preghiera del Pavese agli arresti domiciliari. (Ansa, 14 luglio 2004).
22 settembre 2004. Pavia – C’è anche un giovane parroco di un piccolo centro della diocesi di Pavia tra quattro persone accusate di detenzione di materiale pedopornografico. I quattro imputati sono stati tutti identificati grazie ad un’indagine condotta su internet. Due di loro oggi hanno già patteggiato. Uno di questi e’ il prete che ha concordato una pena (sospesa) di 3 mesi e venti giorni. (da Ansa, 22 settembre 2004).
22 luglio 2005. Pinerolo – Un anno e otto mesi con la condizionale: con questa condanna “patteggiata” si è conclusa ieri nel tribunale di Pinerolo la scabrosa storia di don Roberto Volaterra, ex parroco di Castagnole Piemonte, arrestato l’ anno scorso con l’ accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 11 anni. (Meo Ponte, Patteggia un anno e otto mesi il prete che insidiò la ragazzina, in “La Repubblica”, 22 luglio 2005, sezione Torino).
26 ottobre 2005. Lugano – Sei mesi di reclusione, con la sospensione condizionale: è la pena inflitta dalla Corte delle Assise Correzionale di Locarno (Ticino) a don Italo Casiraghi, ex parroco di Gordola, finito sotto inchiesta per aver prestato attenzioni morbose contro alcuni ragazzini che frequentavano la sua parrocchia e l’oratorio. (AGI, 26 ottobre 2005).

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Sapevamo che quella sera sarebbe avvenuto il cosidetto battesimo della recluta;ci avevano avvisati,ed essendo il nostro contingente l’ultimo arrivato,spettava a noi essere svegliati in piena notte ed aspettare di sapere cosa i “nonni”avessero deciso di farci fare.

Alle ventitre’ passarono dalle brande e ci svegliarono,facendoci riunire nei cessi;fecero l’appello e mancava solamente M.

“Quel pezzo di merda ha detto che non parteciperà,si rifiuta.”

Era il “capo-stecca” che spiegava a noi cosa avremmo dovuto fare.

“Voi ve ne uscirete con una cazzata,ma prima di rientrare nelle camerate,dovrete aspettare,perchè discuteremo un po’ con M.”

Tagliarono a fette due patate crude,fecero ventisei fettine precise,una per ognuno di noi,ci pisciò sopra l’anziano del gruppo e noi dovemmo inghiottirle;poi,per finire la prassi,misero sui nostri capelli dell’acqua e il capo stecca recitò la formula del battesimo militare delle reclute.

Ci chiusero dentro e andarono da M.

Non sentivamo nulla,mentre i minuti passavano e non venivano ad aprirci.;la finestra in alto,in penombra,mi avrebbe permesso di guardare fuori cosa stesse succedendo,così mi arrampicai.

Rimasi scioccato,sconvolto e atrocemente colpito;M.era bloccato nella branda,lo tenevano per i piedi e per le mani e a turno si stavano masturbando su di lui;gli avevano tappato la bocca con un paio di slip e del nastro adesivo scuro;adesso l’anziano che ci aveva “battezzato”gli si era messo vicino al viso e gli stava pisciando addosso,ridendo sarcasticamente.

M. piangeva,cercava di divincolarsi,ma piu’ si muoveva ,piu’ loro lo colpivano con calci e pugni allo stomaco e tra le gambe;finito il tutto gli fecero segnale di star zitto,andare a ripulirsi e coricarsi serenamente.

Scesi di corsa e mi feci trovare insieme agli altri.

“Ok ragazzi,potete andare!!!Con M. è stato tutto chiarito…buonanotte!”

Mi misi in branda non raccontando niente a nessuno;non riuscii a chiudere occhio e mi veniva da piangere e urlare;ogni tanto osservavo M. nella branda accanto alla mia e notai che faceva finta di dormire ,piangendo con il viso appoggiato al cuscino.

Credo che il sonno prese il sopravvento verso le quattro,ma dopo neanche un’oretta,fui svegliato da un rumore di vetri rotti.

Ci alzammo e subito notammo che la vetrata della camera era andata in frantumi.

Le stanze si trovavano al terzo piano della palazzina e quindi impossibile per qualcuno averle rotte dall’esterno.

Ci affacciammo in gruppo e guardammo verso il campaccio,giu’ nel cortile;una maglietta bianca,un paio di slip dello stesso colore e un ciuffo biondo che si intravedeva tra l’asfalto e il corpo di M.che giaceva a terra cirondato da polvere,umiliazione e dalle sue amare lacrime.

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