Archivio Febbraio 2010

GILGAMESH: Possiedo tutto amico mio!La ricchezza, il potere,

il prestigio…e tutto cio’ che un uomo puo’ desiderare!

Ma di una cosa i miei dei non mi hanno voluto far dono,

una cosa che mi renderebbe invincibile! L’immortalita’ ,

La vita eterna.

ENKIDU: Mio re, nonostante le mie sembianze animalesche dovrebbero

Farmi desiderare la morte, anche il mio piu’ grande desiderio

Sarebbe quello di carpire il segreto per vivere in eterno!

In lungo e in largo sto cercando, ma nessun segnale nessuna

Luce e’ venuta a battere sulla mia mente! niente che mi abbia

Aperto l’intelletto su questo segreto.

GILGAMESH: (passeggiando nervosamente vicino al trono)

E io, figlio prescelto degli dei per regnare su Uruk,

da sempre a loro mi rivolgo per sapere, ma non ho

risposta…sembra una contraddizione ma la mia morte

sara’  l’immortalita’ . Padri o Voi che avete creato questo

essere per comandare, ascoltate la mia supplica…

datemi la vostra eternita’ , non uccidete i miei sogni

senza darmi segnali.

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La notte cala veloce sugli abitanti di Uruk! Cene, divertimenti ma anche

Amarezze si celano sotto gli astri. Non ha pace l’animo di Gilgamesh

Che seduto, nella profondita’  della notte, elucubra e la sua mente ribolle.

GILGAMESH: Perche’…! Perche’ mai la mente nasconde a me pensieri

A lei noti! Perche’ vivere, costruire, progettare, proiettarsi

Al futuro, conquistare…perche’ l’uomo desidera tutto

Se in un attimo poi perde tutto?

Cosa puo’ significare vivere se ogni cosa ci viene tolta

Dalla morte?

Oh sonno! Oh sommi profeti e consiglieri che nella

Quiete della notte riposate nei nostri sogni!

Aiutatemi a sapere…non siate crudeli! E tu…chi sei?

Esci dalla mia stanza o chiamo le guardie!

YAMAHEL: Tu mi hai chiamato sire, a me Yamahel hai chiesto

Aiuto, tu che non vuoi andare incontro alla morte.

Ho io il segreto per permetterti di non invecchiare…

Domattina appena svegli corri a cercare un uomo di

Nome UTNAPISHTIM! Abita a pochi chilometri

Dalla citta’  e lui ha la soluzione al tuo problema.

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Passano le ore e le luci dell’alba colorano in modo vivace il paesaggio

Nella citta’  stato di Uruk

SERVO: Sire, sire , sveglia…il suo amico Enkidu e’ morto!

GILGAMESH: Il sogno; forse la verita’ per lui e’ arrivata troppo tardi.

Povero amico mio di cosa e’ morto?

SERVO: Sembra sia morto nel sonno, nel suo viso la pace del sogno

Si leggeva.

GILGAMESH: Servi, andate fuori le mura e cercate nei sobborghi

Della citta’  un uomo chiamato Utnapishtim!

Trovatemelo urgentemente e con gentilezza

Portatelo qui. La vita e la morte, l’eternita’ tutte e due le

Racchiude e le delimita, ma quante vite compongono

L’eterno? L’essere immortale nasce dall’insieme di

Tutte le vite del mondo; mai si estingueranno le

Specie che compongono il nostro abitato tutte insieme.

Cosi’ …potremmo anche essere tanti frammenti di eternita’ !

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(poche ore dopo)

SERVO: Sire, l’uomo di cui ha chiesto e’ con noi!

GILGAMESH: Fatelo entrare e offritegli una coppa di vino.

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Upnapishtim si fa avanti e si inchina al cospetto del re.

UPNAPISHTIM: Ai suoi ordini o re! In cosa un povero fabbro come me

Puo’ essere utile a Voi?

GILGAMESH: Alzati e vieni vicino a me…bevi questa coppa di vino

E poi rispondi onestamente a questa domanda: conosci

Qualcuno o qualcosa che risponde al nome di Yamahel?

UPNAPISHTIM: (dopo una pausa di silenzio): Come fa lei o sire a

Conoscere questo nome? E’ impossibile anche per lei

Arrivare a sapere certi nomi.

GILGAMESH: (sorridendo) amico, ieri sera mi e’ apparso in sogno

Per confidarmi un segreto: mi ha detto di rivolgermi

A te, per avere una determinata cosa che mi permetta

…per cosi’ dire…di rimanere in vita.

UPNAPISHTIM: Mio signore, io credo a ogni sua parola e oltretutto

E impossibile che lei possa inventare un nome cosi’

Uguale a quello di un mio amico; pero’ si sbaglia

Io non ho alcun elisir di immortalita’, bensi’  una polvere

Consegnatami da Yamahel contro l’invecchiamento

Che impedisce al nostro corpo di deperire, ma che

Non impedisce nessun altro tipo di morte che non

Sia la naturale.

GILGAMESH: come fai a sapere che ha solo effetti positivi e non causa

Alcun danno?

UPNAPISHTIM: La polvere mi fu consegnata in situazioni estreme

Quasi di morte; deve sapere Sire, che grazie ad essa

Io sono stato l’unico essere vivente sopravvissuto

Al grande diluvio; ma se lei non mi crede io adesso

Ne ingerisco un po’ dopodiche’ lascio parte del contenuto

Della boccettina qui sopra e se lei vuole puo’ prenderla.

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Inghiottita la polverina, Upnapishtim si avvicino’ a Gilgamesh e si inginocchio’:

Sire, posso congedarmi? Ho lasciato il mio lavoro a meta’

E presto devo consegnarlo, si fidi di me; presto notera’ gli

Effetti.

Cosi’ baciato l’anello al re, ando’ via.

GILGAMESH: Esistere, cosa significa cio’? Unire un insieme di istanti

Necessari e ogni istante finisce nel proprio manifestarsi

Sino alla fine anch’essa irripetibile. Ma se l’immortalita’

Esistesse, si annullerebbe l’unicita’  dell’essere e anche la

Superiorita’  degli Dei ad essi ci rivolgiamo perche’ ci

Salvino, perche’ non vogliamo soffrire e morire. Ma se

Anche la morte morisse, loro non significherebbero

Piu’ nulla per noi esseri umani….

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Nell’Olimpo furono udite queste parole e per vendicarsi dell’arroganza del re, mandarono in terra un serpente al quale era stato dato ordine di rubare la boccettina e portarla a loro.

Cosi’ fu fatto.

Al ritorno da una passeggiata di meditazione, Gilgamesh non trovo’ piu’ la polverina nel posto dove l’aveva lasciata; furibondo comincio’ a tirare tutto in aria per vedere dove potesse essere andata a finire; la desolazione colpi’ il re che diede subito ordine di ritrovare Upnapishtim e portarlo a lui. I servi uscirono, ma per ricevere dalla gente brutte notizie; tornarono cosi’ alla regia:

Sire, ho da portare cattive notizie: meno di un ora fa Upnapishtim e’ stato morso da un serpente velenosissimo il cui veleno ha fatto effetto in meno di trenta secondi, uccidendolo. Dopo ne ha mangiato tutto il corpo lasciando a terra solo lo scheletro.

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Gli dei osservarono la reazione di Gilgamesh e ne risero soddisfatti nel vederlo andare in camera da letto in preda al panico e alla disperazione;

il sogno era finito, come finita la sua voglia di combattere per avere

l’immortalita’  cosi’ tanto desiderata.

Capi’ di essere osservato dall’alto e piegando in segno di resa la testa

Chiese perdono agli dei e si uccise.

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Mi considerava come  un fratello, era da anni che me lo diceva; io abitavo da solo, con la mia sei corde da ottanta mila lire, qualche cd masterizzato di musica che spaziava dai Bauhaus ai Sex Pistols e nel frigo birra Beck’s e scatolame vario.

Lei si era sposata, non aveva figli, il marito arruolato in  non so quale arma tra carabinieri e polizia (non riesco mai a distinguerli) e tra alti e bassi il matrimonio andava avanti.

Lui era di turno e lei aveva bisogno necessariamente di parlarmi; la invitai a venire la sera stessa, dicendolo al marito che l’accompagno’ sapendo della nostra sincera amicizia.

Ci sedemmo, aprii due birre, misi a tavola dei salatini e rullai una canna;

“G. sono confusa e non riesco a tenere dentro cio’ che mi è capitato”. Era agitata mentre tirava una boccata e mangiava salatini.

Io la osservavo non parlando e sfiorando con le dita le corde della  Kaman By Montana.

“L’altro ieri sera ero a cena per lavoro; rappresentanti di tutta l’isola con i titolari delle aziende e qualche segretaria. Io ero col mio titolare e dopo le solite stronzate che si dicono in queste situazioni, ci siamo seduti per mangiare e bere qualcosa! Presi dall’euforia, dalle battute, abbiamo tutti un po’ esagerato col vino e ad un certo punto, visto che mi sentivo strana, ho chiesto al mio titolare se potevo un po’ andare fuori! Mi ha risposto di si, così sono andata a sedermi sulla spiaggia di fronte al locale. Ero completamente ubriaca e mi reggevo a stento; insieme a me è uscito un ragazzo , che avevo notato tutta la sera rivolgersi a me con timidi sorrisi! Anche lui aveva bevuto e mi racconto’ di essere sposato, avere un figlio  e tanti progetti in testa! Si sedette accanto a me parlando e ridendo, ubriachi….ci siamo confidati, abbiamo scherzato e ricordato le nostre storie così diverse ma uguali tra loro…! Era bella tutta l’atmosfera…mi ha abbracciato e io non ho opposto resistenza, mi ha baciato …e ci siamo trovati a fare l’amore sulla spiaggia!”

La fissai , sorridendole, poggiai la chitarra a terra e tirai una boccata.

“Hai scopato con un estraneo…tu?”- ero stupito conoscendo la sua moralita’ e i suoi giudizi su certi argomenti.

“Non ho scopato…abbiamo fatto sesso, in un momento di debolezza e adesso sono pentita e non so cosa fare!”

“Che cazzo vuoi fare! Per una scopata dirlo a tuo marito per rovinare tutto? No,tienitela dentro come un momento particolare della tua vita”.

“Ma tu..cosa pensi di me ora?”

“Io? Che tra  tutti i tuoi moralismi e perbenismi, sei anche tu abbastanza zoccola da farti sbattere in un momento di arrapamento!”

“Sei uno stronzo! Come ti permetti?”

“Scusa..ma ti è dispiaciuto farlo?”

“No!In quel momento no; ma poi mi sono sentita sporca accanto a mio marito”.

“Perche’ tu pensi che lui non scopi fuori casa?”.

Si alzo’ un po’ arrabbiata e un po’ intimidita da quel ragionamento, ma io la fermai guardandola con benevolenza.

“Ma tu lo sai che io ti parlo schiettamente e penso che una scappatella extra non fa male a nessuno!”.

Lei non rispondeva e intanto s’era finita la canna da sola.

La presi tra le braccia  e la sedetti di forza sul tavolo; lei mi guardava sbigottita mentre le alzavo la gonna, abbassai il perizoma e cominciai a penetrarla sul tavolo.

“G. ti prego…che ti prende…perche’ lo fai?”

Ma non oppose resistenza …

“E’ da anni che sogno questo momento e non sai quante volte ti ho pensata nei modi piu’ assurdi!”

Lei sorrise, strinse le gambe attorno al mio giro-vita e comincio’ a gemere e godere insieme a me.

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Di seguito riporto parti della richiesta di archiviazione del pubblico ministero ,per il procedimento penale inerente un processo di malasanita’, per danno alla nascita causato dai medici:

1-”Rilevato che,come evidenziato dalla Consulenza Tecnica del P.M.,molteplici e gravissime sono state le violazioni delle regole d’arte medica che hanno portato il piccolo S. ad avere gravissime lesioni…”

2-”Rilevato che è assolutamente certo che fin dal… il feto era in ambiente ostile e che fin da tale data era essenziale procedere a stimolare il parto…”

3-”"che durante il parto sono state eseguite manovre oramai considerate obsolete e pericolose…”

4-”che è mancata un’anamnesi completa e accurata…”

5-”ritenuto dunque provato che le lesioni a S. sono derivate da comportamento negligente ed imperito del personale sanitario…”

6-”gravi discordanze nelle cartelle cliniche…”

in conclusione,si deve ribadire come risulti assolutamente accertata la riferibilita’ delle lesioni subite dal piccolo S. alle condotte gravementi colpose complessivamente tenute dal personale sanitario…non è possibile concentrare tale responsabilita’ ad un soggetto determinato e si chiede

l’archiviazione del caso

Nessun colpevole.
In tutto cio’ mettiamoci di mezzo che nel giro di quattro anni si è dovuto cambiare medico legale per ben tre volte,in quanto i primi due non hanno voluto proseguire con una valutazione di parte,sicuramente per non intaccare i propri rapporti personali con la procura,che i carabinieri solo per prendere visione della denuncia han fatto passare piu’ di un anno,si è arrivati al punto che i nostri cari medici “mafiosi”volevano:tra sei mesi cade in prescrizione la procedura penale e quindi anche se colpevoli,non saranno mai giudicati.

Tutto cio’ mette in luce la grave collusione politico-affaristico-mafiosa,che collega la super casta dei medici ,con quella di avvocati,magistrati e pubblici ministeri e al solito l’utente viene divorato da questa feccia…e di nuovo ingiustizia è fatta.

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Tenente Massimiliano Ficuciello,Luogotenente Enzo Fregosi,aiutante Giovanni Cavallaro,aiutante Alfonso Trincone,maresciallo Alfio Ragazzi,maresciallo Massimiliano Bruno,maresciallo Daniele Ghione,maresciallo Filippo Merlino,maresciallo Silvio Olla,vice brigadiere Giuseppe Coletta,vice brigadiere Ivan Ghitti,appuntato Domenico Intravaia,carabiniere Horatio Maiorana,carabiniere Andrea Filippa,caporal maggiore Emanuele Ferraro,caporale Alessandro Carrisi,dottor Stefano Rolla,signor Marco Beci.Il 12 novembre 2003,alle ore 10.40 (ora irachena),con un attentato perdevano la vita 28 persone ,di cui 19 italiani, a Nassirya.
Alle famiglie di questi caduti sul lavoro vorrei rivolgere il mio scritto:a voi che con qualche migliaio di euro di assicurazione hanno pagato la vita dei vostri cari,a voi che stringete le mani ai rappresentanti di questo governo e che siete contenti quando ogni anno si commemora l’anniversario della strage,tra alte cariche dello stato e rappresentanti militari,a voi che dormite con una medaglia al valore accanto e che siete fieri del sacrificio fatto per la vostra patria a voi dico che questo governo ha disonorato e ha sputato sulle vite dei vostri morti :
in data 29 dicembre 2009 e con pubblicazione sulla gazzetta ufficiale in data 31 dicembre,tra le norme che fanno parte della legge sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero,il comma 8° annulla di fatto i processi in corso nei confronti degli ufficiali indagati per imprudenza, imperizia,negligenza, a seguito della strage suddetta.Le accuse si riferivano ad esempio al fatto di aver fatto riempire i blocchi anti-carro,non di sabbia,ma di ghiaia e sassi,che con l’esplosione si son trasformati in proiettili,al fatto che il deposito munizioni era stato creato a ridosso degli alloggi e per aver sottovalutato gli avvisi di allarme ricevuti prima dell’attentato.
Da oggi i tribunali militari per procedere contro un militare o un ufficiale deve avere prima il lascia passare dal ministro della difesa,cioè dovrebbe essere La Russa a dire al tribunale di indagare e giudicare il generale dell’esercito Bruno Stano,il comandante dei carabinieri e della missione “Antica Babilonia”Georg Di Pauli e il generale Vincenzo Lops,cosa che non accadra’ mai e qui possiamo metterci sopra qualsiasi scommessa.
C’è comunque da dire che il generale Stano,condannato inizialmente a due anni,è stato di seguito assolto,non per non aver commesso il fatto ma perche’ ha ubbidito a ordini superiori,che anche il generale Vincenzo Lops con varie scusanti trovate a pennello è stato assolto e che rimane cosi’ in gioco il processo Di Pauli,che avra’ la prossima udienza il 27 Febbraio e che con tutta probabilita’ sara’ l’ultima dopodiché l’insabbiamento sara’ completo.
Gli avvocati delle famiglie vogliono fare presente il tutto ai garanti della costituzione ,perche’ ritengono incostituzionale la norma,ma sta di fatto che gia’ è stata accettata e pubblicata e quindi è in vigore…
A voi famiglie rivolgo questo scritto:non date la mano agli assassini dei vostri cari,non accontentatevi del giorno della commemorazione o di pochi euro schifosi…no!!!Urlate anche voi l’ingiustizia che vi ha colpito,insieme alle famiglie di migliaia di altri morti sul lavoro,perche’ questo sono i militari suddetti;gente morta in guerra (e non in missione di pace).

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D’un tratto tutto apparve piu’ lento,pesante e l’aria disegnava davanti a me,aldila’ del cruscotto,strani giochi di luci ed onde,simili a quando l’eccessivo surriscaldarsi dell’asfalto al contatto con l’aria,da’ quello strano effetto ottico surreale.

(continua…)

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