Archivio Luglio 2010

L’ennesimo trofeo di una notte trascorsa tra Irish e Iguana pub adesso si trovava nel nostro appartamento in affitto: il profilo di donna stilizzato, simile al simbolo della Wella, letteralmente sradicato dalla parete di una sala parrucchiera in via Firenze alle 2 di notte, andava a far compagnia a un senso unico, al divieto d’accesso e alle targhe di auto sfortunatamente per i padroni, posteggiate vicino ai nostri luoghi di vomito; era usanza nostra portare a casa un cimelio degli angoli di citta’ utilizzati per svuotare lo stomaco dal birra, bosford, whisky scadente, mischiato a decine di canne consumate in quelle poche ore in giro; il parquet era l’unico letto disponibile, in quanto nessuno di noi aveva la forza per arrivare al proprio giaciglio e ancor di piu’ spogliarsi e mettersi in pigiama.

Dalla stanza di S. si udivano degli strani rumori; D.che era quello meno fatto si avvicino’ ad origliare e dal buco della serratura fisso’ qualcosa che automaticamente lo porto’ a strizzarsi la patta dei pantaloni-

” Ragazzi, S. si sta scopando Mery…cazzo!”- disse sottovoce.

” Ma dai…quel frocio…assurdo!”- T. si alzo’ rincoglionito e si avvicino’ pure lui alla porta.

” T…dove cazzo vai?”- gli urlai capendo i suoi propositi, ma lui era fuori completamente.

Con una forte spinta spalanco’ la porta facendo sobbalzare S. e Mery che smisero di scopare e s’infilarono sotto le lenzuola intimoriti.

” Oh cazzo S…scopi da solo? Ma fai schifo ahahah!”- Sorrise sguaiatamente e apri’ la cerniera dei suoi pantaloni mentre sfilava impacciato la cintura per abbassarli.

” T. sei fuso, fatto. per piacere ragazzi fermatelo.”- Era sconvolto, impaurito e in cerca di qualcosa per difendersi.

Mery era terrorizzata mentre con gli occhi cercava la nostra collaborazione, D. pero’ stava gia’ masturbandosi, P. dormiva di gia’ e io ero con la testa piena di merda.

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T. tiro’ fuori dalla tasca un coltello intagliato, stile gotic e lo punto’ alla gola di Mery.

” Forza puttana, infilalo in bocca! “-

Mery piangeva, S. impotente e terrorizzato non sapeva cosa fare.

” Per piacere T. smettila!”-Lo esortava S.

Un secco movimento del braccio anticipo’ la tragedia.

S. a terra come scosso da attacchi epilettici, con la mano che cercava di bloccare l’uscita abbondante di sangue dalla carotide, T. era  come in trance, afferro’ per i capelli Mery, forzandola ad infilare in bocca il suo cazzo per cominciare  a fargli un pompino contro ogni rifiuto della ragazza; S. cesso’ di muoversi, con gli occhi spalancati e vuoti.

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Noi eravamo dei fantasmi mentre assistevamo ad uno spettacolo che la nostra mente registrava come virtuale.

Lei cercava di divincolarsi, ma T. ancor piu’ si accaniva premendo la sua testa con forza facendoglielo ingoiare tutto, sino a quando, raggiunto l’orgasmo, la lascio’ cadere a terra sfinita e tra le lacrime.

La fissava dall’alto, disperata; si inginocchio’ vicino a lei e la afferro’ ancora una volta per i capelli.

” Zitta puttana, svegli tutto il condominio “- Urlava fuori di se’ mettendole le mani in testa e tra i capelli, ma lei non riusciva a trattenersi.

Divento’ una furia e comincio’ a sbatterle ferocemente la testa a terra, decine di volte, sino a quando il parquet si tinse di rosso.

“Puttana, puttana, puttana…” – I suoi occhi erano fuori da ogni concezione umana di razionalita’ e automaticamente la stava sbattendo per terra senza fermarsi.

Finalmente la lascio’ andare, quando ormai il corpo di lei aveva la stessa tonicita’ di una bambola di pezza.

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Si rialzo’ e fisso’ quella scena : due silhouette color rosso , scena di un crimine o fantasia?

Si giro’, venne a sedersi accanto a me e cadde in un sonno profondo e combattuto.

E fu l’alba.

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Ultimamente sento spesso parlare di “True Love Waits”, ovvero il vero amore sa aspettare; è un movimento cristiano degli Usa che predica la verginita’ sino al giorno del matrimonio; ad esso hanno aderito personaggi famosi prime fra tutte sono state Britney Spears e  Jessica Simpson, ma oggi è diventato un vero movimento dove star del calibro di  Miley Cyrus, Selena Gomez  e Jonas Brothers dedicano i loro pensieri alla “redenzione” dei giovani indossando il famoso anello d’argento “purity ring” per testimoniare il loro impegno a rimanere vergini sino alle nozze.

In alcune zone degli Stati Uniti è stato addirittura inventata una specie di cerimonia, chiamata “purity ball”, ovvero “il ballo della purezza”. Le ragazzine si vestono con abiti da sera e partecipano a un vero e proprio ballo da principesse, accompagnate dai loro padri in qualità di cavalieri. Durante il ballo le figlie promettono di preservare la loro verginità fino al matrimonio.

A prescindere dal fatto che mi reputo un precursore “nolente” di quest’usanza, ovvero non è che io volessi rimanere vergine sino al matrimonio ma le circostanze (per me sei come un fratello, te la do solo dopo il matrimonio, non ti sembra che tutto possa rovinarsi) hanno voluto cosi’, la verginita’ da sempre è stata fonte di accese diatribe e discussioni; per la ragazza spesso “la prima volta” è una situazione in bilico tra un piacere ancora sconosciuto e il dolore  piuttosto certo aggiungendo a questo leggende metropolitane di qualche pene che è rimasto imprigionato nella vagina per ore e l’emorragia è stata così intensa da dover ricorrere al pronto soccorso di un ospedale; la donna è disprezzata in ogni religione monoteista: lo è nell’islam, nell’Ebraismo quanto nel Cristianesimo. La tutela del corpo della donna è stato, per molti secoli, aggressivo e pesante. Il Buddismo Zen, in ogni epoca, è stato maschilista, il Confucianesimo è durissimo con le donne.La Chiesa ha sempre detestato l’amore fisico , preferendogli l’amore di carità . La deflorazione, anche seguita da maternità felici, è stata considerata dalla cristianità, allora come oggi, una reale perdita di essere e di valore. Con lo sviluppo del culto di Maria dal XII° secolo, si seguitò ad offrire come modello alle donne una vergine e addirittura furono nascosti vangeli ove si parlava di altri fratelli del Cristo per conservare questo culto anche se sempre grazie al razzismo insito nella chiesa, Maria non fu mai fatta santa.

Tornando a noi, non credo sia quello della verginita’ un messaggio di importanza reale, anzi ricrea quell’antagonismo che era stato abbattuto negli anni 70 con le lotte di tante donne e anche tanti uomini convinti del valore da attribuire alla 2liberta’ sessuale”; ancor piu’ oggi sia la psicologia che la medicina vedono la pratica sessuale prematrimoniale in modo positivo per evitare tanti matrimoni in bianco e problemi relativi al vaginismo in donne o ragazze che arrivano al sesso in eta’ tarda.

Purtroppo quando in una societa’ si ha un’esagerazione da un lato ( tette, culi e uso del rapporto sessuale per arrivare ad ottenere privilegi o fama), c’è sempre una reazione altrettanto stupida e indecente dall’altro lato; il sesso deve essere parte integrante di una persona, deve essere vissuto con tranquillita’ e senza tabu’ e anche se non ci si vuole sposare, l’attrazione sessuale per una persona dello stesso sesso o di sesso differente, deve essere portata all’aperto e vissuta con gioia e godimento e non con la paura di commettere peccato o quant’altro.

Diversa sarebbe una corretta prevenzione sessuale, con informazioni inerenti la contraccezione e le eventuali malattie anche gravi che si possono contrarre, ma in una societa’ cosi’ chiusa e bigotta è piu’ facile vietare che insegnare.

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Rapporti sia dei sindacati che di persone direttamente interessate che vogliono restare anonime, fanno emergere un dato preoccupante e agghiacciante, che vede come capofila del nuovo schiavismo in Sicilia la provincia di Ragusa e in particolare Vittoria. Qui il mercato agroindustriale è dei piu’ fiorenti e enormi distese di terra inutilizzabile sono state trasformate in miniere d’oro grazie alla costruzione delle serre; la manodopera è ormai prettamente affidata  a migranti provenienti dal nord africa e dall’est Europa che lavorano anche piu’ di dieci ore al giorno per paghe di 15 euro e  senza riconoscimento di alcun diritto. Prima la paga lorda andava sui 40-50 euro giornalieri lordi, ma la crisi, come sempre capita, va a colpire in modo univoco e senza pieta’ i settori piu’ modesti e in questo caso i lavoratori, che devono attenersi a regole degne del piu’ chiuso schiavismo.

 

A tutto cio’ c’è da aggiungere che come postilla a questi contratti vi sono accordi malavitosi e di ricatto nei confronti dei lavoratori stessi; l’ospedale di Vittoria ad es. ha espresso profonda preoccupazione per l’aumentata richiesta di interruzioni di gravidanza di donne dell’est Europa, impegnate nei vasti campi della cosiddetta fascia trasformata che cinge l’area del vittoriese.
Romene e polacche, in prevalenza, operanti, insieme agli uomini, nella raccolta delle primizie locali: al cambio di stagione, ovviamente, muta anche il prodotto da depositare in cassetta.
Stando ai dati, si aggirerebbe intorno ai 15 casi, negli ultimi tre mesi, l’incidenza degli aborti richiesti da queste donne. La risposta a questo fenomeno non è difficile: si tratta di aborti imposti, postumi di rapporti sessuali obbligati, ovvero il padrone del terreno, assume il marito con misere paghe come gia’ detto, pretendendo che le mogli o compagne garantiscano prestazioni “straordinarie”.

Un lavoratore italiano assai esperto, che preferisce rimanere anonimo, dice che di questi casi se ne verificano molti, “soprattutto quando i turni di lavoro si fanno più lunghi, si tratta quasi di una specie di clausola, il marito straniero viene assunto a condizione di garantire alcune prestazioni da parte della moglie, anch’essa impegnata nella raccolta”.
Un fenomeno preoccupante, con protagoniste donne, vittime poco consenzienti, che per un lavoro si trovano costrette ad accogliere “indiscrete” richieste.
Il fenomeno è reso ancora piu’ agghiacciante dall’esistenza di caporalesse, ovvero donne della stessa etnia delle sfruttate, che controllano le stesse usando ricatti fisici e psichici e costringendole anche a partecipare, oltre che a rapporti sessuali col capo, anche a festini organizzati dallo stesso, dove devono garantire ogni particolare servizio ad esse richiesto.

Nei due triangoli di terre vocate alla produzione agricola Pachino, Rosolini e Avola, in provincia di Siracusa, Vittoria, S. Croce Camerina e Scicli in quella di Ragusa, stanno scomparendo il rispetto dei valori e degli ideali contadini, soppiantati da una rinascita del piu’ becero e bieco feudalismo, tutto cio’ sotto gli occhi incuranti anche delle forze dell’ordine, che come noi comuni cittadini, si accorgono palesemente di cio’ che accade, ma nel rispetto della piu’ indegna e indecorosa omerta’ fanno finta di niente, anzi vi sono casi in cui, il rappresentante della legalita’ statale, amico del caporale, per chiudere un occhio chiede la compagnia di una ragazza dell’est, magari non consenziente ma sicuramente restia a denunciare il tutto, non per omerta’ questa volta, perche’ basti pensare che negli ultimi anni diversi sono stati i ritrovamenti di corpi senza vita di rumeni o polacchi o africani, che avevano cercato di ribellarsi a questa forma di schifosa vita che abbiamo loro imposto; infatti sin dall’arrivo verso le nostre sognate terre di ricchezza, si rendono conto che per loro la situazione è compromessa, che gia’ nei centri di accoglienza vige la regola del razzismo e dello sfruttamento e questa viene poi esportata verso l’esterno nei campi di lavoro e nella vita sociale e ordinaria di ogni giorno.

In uno stato che vuole censurare la liberta’ di parola, che convive con episodi di violenza gratuita contro le varie forme di “diversita’ “,che ricomincia a vedere l’omosessualita’ come malattia, che vede la rinascita di fenomeni nazi-fascisti ben protetti dalle alte cariche e da imprenditori consenzienti, dove anche la donna si fa strada grazie a prestazioni sessuali diventando ministra o quant’altro, credo sia d’obbligo alzare la voce e far vedere che esiste gente che vuole opporsi ad un andamento pericoloso e di ritorno al passato che stiamo vivendo sulle nostre vite e sulla vita di chi cerca un riscatto in questo mondo di nuovo o ancora chiuso alla parificazione e ai diritti umani piu’ elementari.

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Una sentenza recente del Consiglio di Stato, ha stabilito che il voto di religione , disciplina facoltativa, fara’ media per la valutazione del credito scolastico, andando contro alla sentenza del TAR del Lazio che abrogava un’ordinanza simile firmata dall’ex ministro Fioroni. Viene così ufficializzata la religione cattolica, come unica forma di espressione confessionale della popolazione italiana, emarginando i fruitori che scelgono appunto l’apparato pubblico per la sua laicita’ quindi per l’assoluta indipendenza da qualsiasi forma confessionale; viene cosi’ a mancare la funzione laicistica di rispetto della multiculturalita’ e della liberta’ ideologica;  viene snaturato lo spirito ideale e mistificato il fine educativo con una deriva marcatamente borghese-clericale; si è scelto il sistema dell’istruzione per limitare le liberta’ individuali, perche’ se si puo’ asserire che vi è liberta’ di scelta per lo studente, questa viene annullata dal ricatto messo in atto coi punti di credito, in quanto chi non frequentera’ le ore di religione sara’ messo in condizione di inferiorita’ rispetto a chi le frequentera’; si attua cosi’ l’insegnamento coatto di una materia facoltativa; oltretutto alla norma si da potere retroattivo, cosicche’ gia’ oggi il voto di religione fa credito scolastico; l’ennesima violenza alla laicita’ dello stato e l’ennesimo favore e privilegio per una chiesa che gestisce 25.000 insegnanti di religione, per i quali i contribuenti pagano 1 miliardo per gli stipendi, scelti dai vescovi, con il posto garantito anche in caso di eliminazione della materia, con scatti biennali anche se precari, alla faccia di tutti gli altri insegnanti in attesa di un posto e dei tagli previsti dalla ministra Gelmini, con una perdita di circa 140.000 posti tra docenti e non, previsti dalla riforma.

Dovra’ essere quindi compito degli insegnanti, delle famiglie e di tutti opporre la dovuta resistenza contro questo omicidio imposto avverso le istituzioni pubbliche; si deve quindi contrastare l’imposizione di ideologie vincolanti e repressive anche con l’utilizzo della lotta e di nuove forme di aggregazioni culturali e ideologiche nonche’ mettere in evidenza la necessita’ di un movimento anticlericale forte con basi di puro laicismo, per cominciare a destabilizzare le colonne portanti di un nuovo regima autoritario di combutta tra stato corrotto e mafioso e chiesa potente, istituzionalizzata e con una forza di influenza tale da dare allo stato italiano una connotazione fortemente fascistizzata e clericale della cosa pubblica.

 

 

Alcuni spunti per la redazione di questo post sono presi dalla rivista “Sicilia libertaria”.

 

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Ormai il corridoio di casa lo conoscevo a memoria in quella maledetta notte tra il 3 e il 4 settembre. Lei era ancora in ospedale, aiutata dalla madre, mentre S. passava il suo secondo giorno di vita dentro un incubatrice tra tranquillanti, tubi e macchinari diabolici vari che tenevano sotto controllo le sue funzioni vitali:un bip bip monotono e struggente ormai parte integrante della mia mente. Mi stirai sul letto ancora vestito, nessuna intenzione di dormire e nemmeno di pensare, gli occhi così fissavano un vuoto che rispecchiava lo stesso che sentivo dentro me; la culla pronta, i vestitini nell’armadietto, pannolini, colonia e oggettini vari che lasciavano presagire l’arrivo di un bimbo e l’allegria conseguente, ma nulla di cio’ accadde per 43 giorni.

 Le due di notte, ero in dormiveglia quando squillo’ il telefono di casa:

“Signor P., la chiamo dalla terapia intensiva, suo figlio è in crisi respiratoria e lo abbiamo appena intubato…crediamo che ci siano poche probabilita’ che ce la faccia…!”

Il mio silenzio e il discorso ora poco chiaro dall’altro lato della linea telefonica.

“comunque non si muova da casa, la terremo informata ed eventualmente le diremo quando venire…mi dispiace!”

Paura, angoscia e il terribile non sapere niente facevano ora da padrone sulla mia gia’ turbata psiche e cosi’ cominciai a vagare ininterrottamente e senza senso per le stanze e in terrazzo. Fumavo e una sigaretta faceva da accendino per quella seguente mentre i numeri rossi della sveglia al quarzo scandivano impietose il passare del tempo minuto dopo minuto. Dovevo avvisare C.? Erano le 2 e 30 e sicuramente stava riposando, decisi di non andare in ospedale, avrei solo creato piu’ casini. Alle 3 in punto telefonai per informarmi delle condizioni di S.  ”Nulla è cambiato…sono stabili ed è intubato, oltretutto ha anche avuto una crisi renale”. Mi lasciai andare a terra, nel corridoio, piangevo e tergiversavo, l’impotenza che si appropria di te è la peggiore delle nemiche; chiamai ogni ora e volevo andare a vedere mio figlio ma mi fu detto di rimanere a casa perche’ comunque non mi avrebbero fatto entrare in terapia intensiva. Cominciai anche a pregare, io da ateo convinto avevo affidato le mie speranze a chi sino ad allora per me non aveva avuto nessun significato…era la disperazione e da qui ho capito che credere per molti è un’ancora di salvezza, la speranza che tutto non finisca in questa merda che ci ritroviamo attorno, senza un dio la gente impazzirebbe, rendendosi conto dell’insignificante senso della vita; alle 6 del mattino, col cielo un po’ schiarito richiamai: ” signor P. le devo dare una notizia che anche per noi suona quasi impossibile…” – ero completamente paralizzato e assolutamente vuoto dentro- ”  il bambino si è ripreso e ha iniziato di nuovo a respirare autonomamente”. Staccai e il pianto mi accompagno’  ininterrottamente sino alla culla incubatrice dove adesso S. dormiva privo di sussidi estranei, ma con una benda sugli occhi utile ad evitare il contatto diretto degli occhi con le luci , onde evitare ricadute convulsive.

S. fu dimesso dopo 43 giorni e dopo tantissimi viaggi disperati  per portare a lui il latte che C. si era tirata a casa e dopo tante contrastanti notizie sulla sua salute; oggi S. ha quasi 5 anni e in questo momento è di la’ a fare fisioterapia; S. è tetraplegico, non parla e non potra’ mai camminare, ma un suo sorriso vale quanto mille sorrisi di un bambino normodotato; per vederlo sorridere la prima volta abbiamo aspettato due anni e ricordo ancora quando C. mi telefono’ in ufficio per dirmi che mentre giocava con lui facendo finta di lanciarlo in aria, di colpo sul viso del piccolo si era disegnato un sorriso, il primo di tanti che ora accompagnano la nostra vita; e cosi’ mentre aspetto la fine della seduta giornaliera di terapia, penso a come il tempo disegni e addirittura scalfisca nelle nostre vite immagini e sensazioni, che mai nulla o nessuno riuscira’ a cancellare, ma il tempo ha donato a noi S. che piu’ di qualsiasi altro studio o insegnamento, ha portato enormi valori e anche la presa di coscienza riguardo a quali sono le vere lotte e le vere esigenze che l’uomo deve soddisfare nella propria vita.

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