Archivio Agosto 2010

Quando la notte scese sulla mia mente, apparve rossa, solitaria, incandescente ma calma, serena e stranamente vuota! Una nota fissa, simile a quella che emana il diapason appena battuto, ma molto amplificata, accompagnava quegli spazi nuovi ma rassicuranti e nulla c’era, ma nulla cercavo, come logica di quel luogo la non presenza di soggetti e oggetti ma di uno stato mentale; cominciai a muovere dei passi sentendomi privo di passato e nei ricordi solo flash di volti impauriti, di una immensa distesa marina e di urla che non mi appartenevano; magica forse era la morte, ma non poteva quello spazio raccogliere l’infinito; scorgevo la presenza di confini e come poteva allora essere la fine, non può il finito contenere il tutto, era un pericoloso ossimoro che rifiutavo; io ero…e anche il resto, quindi dovevo trovarmi in un luogo particolare che non ricordavo, ma che nel frattempo mi era familiare.

 

cina

 

Scorsi un’ombra a distanza che si aggirava lontana e che dalle movenze appariva anch’essa confusa; cominciai ad avvicinarmi ( ma quanto lontano poteva essere per il tempo, lo spazio che ingannevoli gli occhi rendevano minimo) ; eccola, era ormai di fronte a me; che viso dolce aveva e lunghi capelli neri incorniciavano occhi grandi e scuri e labbra sensuali ma spiegate ad un dolore o ad una fase di strana paura; mi fissava pure lei e ci rendemmo conto che entrambi ci sentivamo stranieri in terra straniera e pure il dialogo si presentava inspiegabile; le voci prendevano vita non dalle vibrazioni di corde vocali ma dagli stessi pensieri trasformati in conversazione da strane convergenze di flussi mentali nitidi in quei vuoti circostanti.

I suoi ricordi si perdevano in una lunga strada, in mezzi e nel viso coperto di alcune sagome, ma non sapeva spiegarsi cosa fossero.

Cominciammo a vagare assieme e raccontare cio’ che la mente ci permetteva; nessuna sensazione di stanchezza ci accomunava e ci accorgemmo che camminando eravamo arrivati a qualche distanza da un punto ove il rossore si trasformava in giallo luminescente; forte la curiosita’ ma più andavamo avanti e più ci rendevamo conto che la distanza iniziale non variava, così ci fermammo; lei mi fissava sperando di trovare in me qualche logica spiegazione, ma io scossi la testa e la strinsi istintivamente con forza, per incoraggiarla; lei s’irrigidì inizialmente, ma vittima finalmente di una piacevole sensazione si lasciò andare e fu lei ad appoggiare le sue labbra sulle mie: era musicale, ogni emozione si trasformava in note e da quel momento tra noi la fusione e l’unione fu fortissima ed emozionale, quell’insensato vuoto fu finalmente pieno di sorrisi e  carezze, quei colori incorniciavano i nostri discorsi, i nostri baci e la congiunzione fisica fu irripetibilmente unica, come un’esplosione di piacere piu’ che carnale, sensuale.

bacio

 

Poi tutto comincio’ ad apparire diverso, mi sentivo stranito, seduto accanto a lei e cominciai a tremare; lei mi prese per mano, ma la sua attraverso’ le mie senza poterle toccare. Si allontanava da me, ma era quel tunnel che ci discostava in quanto i nostri corpi rimanevano inalterati nelle loro primitive posizioni; lei si alzò spaventata e lo stesso feci io, cercammo di correre l’uno incontro all’ altro ma non ci fu nulla da fare…la vidi solo sparire!

 

Abbracci, applausi, baci…aprii gli occhi ed ero in una fredda stanza, dalle pareti azzurre e dal tetto bianco, tubi e macchinari mi circondavano e tanta gente attorno felice e commossa che mi fissava.

” Si è svegliato! “- ” Ehi G. mi riconosci? “- ” telefonate agli amici “-

quante voci e frasi insensate…lei dov’era?

Mi spiegarono che una forte corrente marina mi aveva trasportato lontano dalle coste mentre ero intento a nuotare ed ero stato soccorso dopo quasi sette ore, privo di sensi in mare aperto e subito ero andato in coma…così era da venti giorni!

Piansi, ma non di gioia, era pianto di dolore, era la tristezza per aver perso quell’essere stupendo sicuramente anche lei sospesa tra la vita e la morte…ora lei dov’era?

Mi sentivo vuoto, volevo tornare da lei…decisi di farlo! Da solo in stanza, presi quella siringa e con tutto il desiderio la inserii nel tubicino della flebo, creando all’intento vuoti d’aria che quando arrivarono nelle mie vene, si fecero strada  e al suono dei macchinari che indicavano la mia sofferenza, fui felice e sorrisi…mi trovarono così.

 

La vidi davanti a me…sorridente!

incontro

” Sei rimasta qui? “- Le chiesi emozionato.

” No…! Quando mi son svegliata in quel letto d’ospedale e avevo capito che non ti avrei rivisto, non ce l’ho fatta e appena sola ho staccato l’ossigenzione che artificialmente teneva in vita i miei polmoni! Non ho sofferto, perche’ la speranza e la certezza di reincontrarti mi dava forza e ora sono venuta a prenderti per attraversare definitivamente assieme quel tunnel cosicche’ nessuna mano umana potra’ piu’ dividerci, ha vinto il nostro amore contro ogni egoismo dettato da una natura ingiusta e surreale.”

 

x sempre

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Proiettano i cipressi, dal buio circondati,

ombre che le fioche luci di lampioni

come oscure spade puntano alla strada.

 

Le vecchie mura, imbevute d’anime,

proteggono virili e maestosamente freddi

nomi, bare, epitaffi, onirici ululati.

cimitero

Fu il nostro tedioso non far niente,

che porto’ alla scommessa stupida e funesta,

di rimaner piu’ tempo, a notte fonda,

accanto ad un’oscura e fredda tomba.

 

Volle Sebino sfidar cosi’ Corrado,

chiedendo di dimostrar il suo coraggio,

di metter sull’asse del sepolcro,

un chiodo a commentar il suo viaggio.

Sett_11_SantuarioChiodi

Salto’ non dal cancello ma dalle mura vecchie,

tremante e falsamente coraggioso,

sott’occhio a tutti noi rimasti innanzi,

con chiodo, martelletto e come richiamo un fischietto.

 

Passi incerti tra pitosforo e lumini,

dovea Corrado muover cautamente,

p’arrivar alla lapide e al luogo designato

ove piantar l’oggetto stabilito.

chiesa

Arrivato ch’ei fu al detto loco,

madido e di sepolti sguardi inorridito

mise di corsa in trave in pieno buio

il chiodo segnaletico pattuito.

 

Alzossi in fretta e furia per andare

ma inaspettato il braccio fu tenuto

da forze impercettibili in umano,

letale fu il terrore al suo fuggire.

mors

Aspettammo in vano tutta notte,

il suo tornare o il suono d’un fischietto,

ma tal fu la paura al far dell’alba,

che tornammo tutti a casa senza il soggetto.

 

S’aprirono le porte di mattino al cimitero,

trepidanti non a scuola, ma lì noi ci recammo,

e sì tale fu di getto lo sconcerto

a vedere tanta gente attorno a un morto.

morto

Pianto, strazio, vergogna e smarrimento,

l’aver lasciato lì tutta la notte,

il corpo rigido e freddo di Corrado,

senza curarci affatto del suo rientro.

 

A bocca aperta e occhi spalancati,

terrore sul suo viso disegnato,

con un braccio in fuga e l’altro incatenato,

la manica del golf s’era inchiodato.

 

La morte cosi’ ironica l’ha colto,

quel chiodo che dovea esser il suo segnale,

di notte, con il buio non s’è accorto,

d’essersi trafitto la veste a martellate.

chiodo

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La deriva fascista, qualunquista e clericale della societa’ odierna porta la nostra attenzione verso una sorta di auto-difesa del popolo, ormai assuefatto e annichilito dalla politica conservatrice e disfattista vigente. In ogni societa’ che crea una forte corrente anti-popolare è sempre sorto di rimando  un movimento che storicamente ha unito gruppi che in generale non hanno tantissime accomunanze.

Oggi sarebbe auspicabile che tutti coloro che si riconoscono liberi da ogni forma partitica istituzionale, alla quale si puo’ affibiare tranquillamente l’onere della profonda crisi che sta toccando ogni aspetto del comune vivere, si uniscano in ampi movimenti di antagonismo e di contestazione globale dell’ordine costituito simili a quella degli Arditi del popolo che unì personalita’ provenienti dal movimento anarchico, da quello socialista rivoluzionario e da libertari insieme ad esponenti della cultura italiana e principalmente i futuristi. Oggi sia le idee libertarie e di socialismo, sia la cultura vengono ampiamente minate alle basi da scelte e leggi che stanno ritrasportando l’Italia in un oscurantismo molto pericoloso; da mettere anzitutto in risalto che coloro che dirigono il nostro paese, siano essi di maggioranza che di opposizione, sono completamente collusi e colpevoli di ogni atto che ha colpito e ucciso centinaia di persone e che adesso vive ben nascosto dal famoso segreto di stato; si puo’ benissimo partire dal primo dopo-guerra con la strage di Portella delle Ginestre, ove il non colpevole Giuliano fu accusato di aver ucciso 11 persone ancor peggio della classe operaia e lavoratrice; gia’ qui la mano infangata della politica utilizzo’ un uomo normale per coprire le proprie malefatte; da Portella si passa a piazza Fontana, a piazza della Loggia, a Bologna, Ustica sino ai piu’ recenti omicidi che come capro espiatorio hanno avuto le pseudo nuove brigate rosse; la strage di Bologna ad es. che oggi vede come unici colpevoli Giuseppe Fioravanti, la Mambro e Ciavardini copre nomi di personalita’ che ancor oggi governano o dirigono strutture del nostro paese, vedi Cossiga, Gelli, Pazienza e facilmente l’allora presidente della repubblica Pertini che sapevano e sanno cosa accadde realmente; ad Ustica ove la collaborazione dei nostri servizi segreti con gli U.s.a. ando’ ben oltre una normale collaborazione e avevano assieme architettato l’omicidio di Gheddafi oggi nostro caro amico; piazza fontana dove fu ucciso l’anarchico Pinelli che sicuramente sapeva nomi e facce di chi aveva progettato il tutto e cadde incidentalmente dalla finestra della questura milanese e il sostituto Procuratore Gerardo D’Ambrosio, individuò la causa della morte in un “malore attivo”, in seguito al quale l’uomo sarebbe caduto da solo, sporgendosi troppo dalla ringhiera del balcone della stanza.  Ma avvicinandoci ad oggi possiamo affermare che l’omicidio Moro fu ben accolto da chi osteggiava l’allora molto vicino accordo storico tra dci e pci e ben accolta fu anche la piena e unica colpevolezza storica delle BR che salvo’ di comune accordo gli osteggiatori del gia’ citato accordo; e dell’omicidio Biagi? Anch’esso appiccicato solo a un atto dimostrativo delle Br, fu di enorme aiuto per la nascita della tristemente famosa legge Biagi sul lavoro, che altrimenti non avrebbe mai avuto luce; ancora su Borsellino, o sulla strage di Capaci dove nomi di politici attuali entrano ed escono molto velocemente dalle accuse mosse da pentiti e testimoni vari…a questa gente noi dobbiamo affidare ancora il nostro futuro? Sia essa sinistra che destra istituzionale , ingloba all’interno persone e segreti che fanno dell’Italia uno dei paesi piu’ tristemente famosi per stragi ed omicidi di stato. Opponendosi ad essi si potrebbe ricreare una voce libera e inusuale utile per una nuova rinascita di una societa’ pulita e democratica nel senso etimologico del termine.

Di seguito riporto alcuni numeri che ci fanno capire in che stato viviamo sin dalla costituzione della repubblica italiana:

Stragi di stato:

Portella della Ginestra-11 maggio 1947:11 morti;

Malga Sasso-9 settembre 1966: 3 morti;

Cima Vallone-25 Giugno 1967: 4 morti;

Piazza Fontana-12 dicembre 1969:17 morti e 88 feriti;

Gioia Tauro (treno freccia del sud)-22 Luglio 1970: 6 morti e 50 feriti;

Petano di Sagrado-31 maggio 1972: 3 morti;

Milano (questura)-17 maggio1973-4 morti e 45 feriti;

Piazza della Loggia-28 maggio 1974: 8 morti e 103 feriti;

Treno italicus val di Sambro-4 agosto 1974:12 morti e 44 feriti;

Bologna, stazione centrale-2 agosto 1980: 85 morti e 300 feriti;

Treno rapido 904-23 dicembre 1984-17 morti;

Ustica-27 Giugno 1980:81 morti;

Firenze-27 maggio 1993-5 morti;

Milano-27 Luglio 1993-5 morti;

Capaci (Falcone)-23 maggio 1992-5 morti e 20 feriti;

Via D’amelio (Borsellino)-19 Luglio 1992-6 morti;

Genova (G8)-20 Luglio 2001-1 morto e centinaia di feriti;

 

VERGOGNA!!!

arditi

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