Archivio Aprile 2011

1° maggio 1947, Portella delle Ginestre a pochi chilometri da piana degli albanesi in provincia di Palermo, l’Italia festeggia così la nascita della sua era repubblicana, con la prima strage di stato e i primi misteri avvolti in essa; quasi duemila lavoratori si erano riuniti per manifestare contro i latifondi e per l’occupazione delle terre incolte quando diverse raffiche di mitra uccisero 11 persone e ne ferirono 27; subito furono accusati i latifondisti della strage, ma 4 mesi dopo le menzogne ebbero inizio; la colpa ricadde su Turi Giuliano separatista siciliano e si disse che lo stesso, assieme alla sua banda era entrato in conflitto con elementi mafiosi del territorio e per questo vi fu quella rappresaglia; Giuliano dichiaro’ piu’ volte lo scopo politico della strage e cominciarono a venir fuori nomi come quello di Scelba, allora ministro degli interni che naturalmente smentì il tutto; nel 1950 Giuliano fu ucciso dal suo luogotenente Pisciotta (così riferirono le fonti ufficiali dello stato), lo stesso Pisciotta non potè smentire perchè putacaso, morì in carcere avvelenato 4 anni piu’ tardi dopo aver detto che voleva fare i nomi dei veri mandanti della strage; Giuliano aveva riferito come mandanti i nomi dell’allora onorevole democristiano Mattarella, del deputato regionale Cusumano, di alcuni monarchici e altri facenti parte della democrazia cristiana, ma tesi piu’ vicine ai nostri tempi aprono uno scenario di portata piu’ ampia attribuendo la strage agli interessi dei post-fascisti legati alla X mas, ai servizi segreti americani e ai latifondisti siciliani; in effetti il 1947 era iniziato male con l’omicidio del dirigente comunista Miraglia e del militante Macchiarella e con la vittoria del blocco del popolo alle elezioni regionali, si era scatenata l’ira dei reazionari, della mafia e dei latifondisti, ricordando che lo stesso capo-mafia Celeste, assieme alla moglie di un truffatore locale avevano detto che chiunque si fosse recato alla manifestazione del 1° maggio non avrebbe avuto di che festeggiare e che sarebbe finita male; nella storia entra anche la chiesa che col cardinale Ruffini giustifica la strage dicendo che era logico si finisse così per contrastare l’avanzata del pericolo rosso-comunista e che quindi quei lavoratori, sovversivi, se l’erano cercata, fu lo stesso Ruffini a chiedere a de Gasperi e Scelba di mettere fuorilegge il partito comunista ma l’appello non fu accolto anche  perchè i dirigenti democristiani sapevano che così sarebbe stata guerra civile.

Nel 1951 il dirigente comunista Montalbano presento’ denuncia contro 3 monarchici e contro l’ispettore Messana come correo, ma tutto cadde nel nulla e in clima di pieno compromesso storico tra comunisti e democristiani, negli anni ’70, si comincio’ a parlare non di attentato prettamente mafioso , ma di strage volta ad orientare la politica siciliana in modo ben preciso e infatti alle elezioni seguenti il 1947  la democrazia cristiana, forte dell’influsso monarchico e ecclesiastico vinse le elezioni politiche.

Quello di Portella delle Ginestre sara’ un altro dei tanti misteri che l’Italia seppellirà assieme alla memoria di chi sa e sapeva e ha taciuto, un mistero dove quello che salta fuori è comune a tante altre stranezze accadute nell’Italia libera e democratica, dagli omicidi di Avola e Battipaglia, alle repressioni contro gli operai in varie parti dell’intera Italia, agli attentati e al clima di tensione appositamente creato negli anni 70/80 e agli ultimi eventi come Genova per il G8, la spazzatura a Napoli e tanti altri che non ricordo piu’; misteri si lo sono, ma in comune hanno tanto: gli apparati istituzionali, i partiti politici, la chiesa, i servizi segreti, le forze dell’ordine e lo zampino sempre presente degli americani; appare così chiaro che sino a quando lo stato si reggerà su apparati corrotti e collusi, retti sempre dalle stesse “facce”, senza distinzione tra destra e sinistra, senza distinzione tra alte cariche di qualsiasi forza creata per mantenere questo clima di finta democrazia, si accumuleranno ancora altre misteriose scomparse, altre stragi irrisolte che faranno in modo che la vera storia di uno stato che ha come pilastri la malavita, gli affari loschi e il potere non verrà mai fuori…e allora non hanno senso il 25 aprile o il 1° maggio sin quando non saremo davvero liberi di essere!

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Mi alzai per bere qualcosa; ero rimasto a casa loro quella sera perchè avevamo bevuto, discusso e si era fatto tardi, così fu J. stesso a dirmi di dormire lì.

Mi ero sistemato nella stanzetta degli ospiti, mentre J. e P. naturalmente nel loro letto matrimoniale; erano le tre circa quando ci coricammo e J. dopo poche ore doveva rialzarsi per andare a lavorare, in quanto il suo turno iniziava alle sette ma ci voleva quasi un’ora per arrivare in fabbrica; lo sentii verso le sei gironzolare, sicuramente in cucina a far colazione, poi vestirsi e alle 6 e 30 uscì chiudendo la porta in modo da non svegliare P. e me.

Io come detto, mi alzai per andare a bere qualcosa in cucina; J. era appena uscito e P. dormiva profondamente; la vidi dalla fessura che era rimasta lasciando la porta socchiusa, aprii il frigo e trovai un po’ di succo d’arancia, buono per rinfrescarsi e togliere dalla bocca quel sapore strano e quel senso d’asciutto che avevo; posai il tutto e decisi di rimettermi a letto; passando davanti alla camera da letto matrimoniale mi soffermai a curiosare dalla fessura; P. dormiva, coperta da un lenzuolo giallo paglierino, mentre le braccia e i piedi rimanevano sporgenti e nudi, era bellissima e volevo forzarmi per andare via prima di combinare qualche cazzata, ma io ero nato per farle le cazzate e quindi…aprii pian piano la porta ed entrai mettendomi ai piedi del letto e osservandola indifesa, serena, sola in quel letto; mi sedetti e con molta paura ed eccitazione le osservai le gambe, così lisce e chiare e quei piedi piccoli e curati in modo meticoloso…dormiva!

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Con le dita allora le sfiorai le caviglie e tremando abbassai la bocca baciandogliele, non si muoveva! Scesi sui piedi, glieli leccai, baciai, li veneravo, misi uno per uno le dita in bocca e vedendo che lei continuava a dormire mi masturbai con essi!

Alzatomi non riuscivo piu’ a  fermarmi, così presi pian piano la sua mano e mettendole il pene dentro cominciai a muoverla avanti e indietro, il gioco era stupendo, eccitante e poi le sue labbra…appoggiai il mio cazzo su di esse che si aprivano involontariamente e vi ficcai dentro la cappella, inumidita dalla sua lingua passiva…forse faceva finta di dormire?

Spostai le lenzuola e un sedere tondo e sodo si presento’ ai miei occhi, ormai ero fuori di testa; le aprii le natiche con delicatezza e notando un così profondo e strano sonno, passai la lingua sulle stesse e cercai di infilarglielo dentro…poteva svegliarsi, doveva svegliarsi per il dolore! Ma nulla…dormiva e io riuscii con forza ad aprirla e incularla, me la scopai una, due, tre volte, sino ad essere stremato!

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Dormiva? Eppure la fica era bagnata!

Mi masturbai l’ultima volta su di lei, sul suo viso e andai a dormire!

Lei aprì gli occhi appena fu sicura che io ero andato via, sorrise e carezzandosi il viso, assaggiandomi, s’infilo’ due dita in fica e si masturbo’ sino a venire.

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Tempo fa mi fu chiesto di far da giurato, assieme ad altri amanti della scrittura e della letteratura, in un concorso internazionale di prosa, poesia e teatro intitolato alla memoria di un’artista , scrittore e regista locale e dove per regolamento era previsto che tutto il ricavato dello stesso concorso venisse devoluto all’AIRC (Ass. italiana ricerca sul cancro). Accettai entusiasta anche perchè conoscendo l’ideatrice e conoscendo altresi’ gli altri giurati, tutta gente degna di stima, credetti alla liceità della causa; l’ideatrice, sicura dell’apporto professionale e personale di un’editore locale, lo mise al corrente della manifestazione invitandolo ad essere parte attiva del concorso e così, grazie alla sua disponibilità fu deciso che, dopo le selezioni delle opere, sarebbero stati scelti circa 40 autori che selezionati sarebbero apparsi in un’antologia legata al premio con le proprie opere che come precedentemente detto, abbracciavano sia la prosa, la poesia che le sceneggiature, gli stessi avrebbero dovuto versare all’editore, dopo la selezione, 30 euro come quota che sarebbe andata a determinare la donazione da effettuare alla suddetta associazione; numerosissimi gli aderenti e ottime le opere selezionate nonche’ encomiabile la partecipazione degli stessi autori a tutto l’iter concorsuale e alla premiazione tenutasi in un locale che, appena ristrutturato, ha dato ancor piu’ luce al tutto…sembrava troppo bello per essere vero e infatti sin dal giorno seguente la premiazione sono iniziati i problemi; l’ideatrice, avendo calcolato che gia’ la sera della premiazione, grazie ai contributi degli autori e ad alcune vendite del libro effettuate in loco si sarebbe potuto provvedere al versamento di una prima trance ha chiesto all’editore di farlo…la sua risposta è stata che avrebbe provveduto al versamento appena vendute le copie che erano ancora in libreria e così avrebbe effettuato un versamento unico! Abbiamo iniziato un po’ tutti a calcolare a quanto in linea di massima si sarebbe potuti arrivare a donare all’AIRC e siccome ogni copia costava 15 euro questo è stato il calcolo effettuato:

40 autori selezionati ( ai quali sono andate tre copie dell’opera) x 30 euro cad. = 1200 euro;

40 copie vendute in libreria ( sono state vendute nel giro di pochissimi giorni)x 15 euro=600 euro;

un totale di 1800 euro…eravamo entusiasti di cio’, anche perchè, come riportato in ogni libro stampato, accanto al simbolo dell’associazione stava scritto ” l’intero ricavato delle vendite sara’ devoluto…”. Ora, correggetemi se sono ignorante ( e forse lo sono): il ricavo è l’insieme del guadagno + le eventuali spese, se si sarebbero volute detrarre le ” eventuali” spese sostenute non sarebbe stato giuridicamente corretto riportare la dicitura “il guadagno” oppur ” il ricavato escluse le spese”?

Ma abbiam soprasseduto a cio’ e aspettato che fosse effettuato il versamento…grande sorpresa e anche amarezza quando ci è stato detto che lo stesso versamento effettuato ammontava a 168 euro…ma quali spese sostenute? La stampa dei libri? La casa editrice è sua e quindi per ogni copia di 160 pagine non avra’ sostenuto sicuramente spese superiori a un massimo ( e voglio essere di manica larga) di 5 euro e quindi 800 euro…poi ha stampato due manifesti grandi e ha considerato come spese anche l’acquisto di qualche bottiglia d’acqua per la serata conclusiva…altre 100 euro? Siamo a 900 euro di spese…1800-900= 900 euro..come si fa ad arrivare a 168 euro?

Telefono quindi all’AIRC alla quale vorrei chiedere di rivolgersi all’editore per avere spiegazioni sul tutto e quindi fatture comprovanti queste spese cosicchè ( credendo sempre alla buona fede dell’editore) saremmo stati tutti piu’ felici e avremmo messo i concorrenti al corrente del tutto…cosa mi risponde una dirigente dell’AIRC nazionale di Milano? Che non esiste nessun versamento in nome del concorso e in memoria dell’autore che veniva ricordato e che nel loro database quei 168 euro non erano altro che una quota personale a nome e per conto dell’editore che rinnovava la propria quota associativa annuale; la stessa continua dicendo che le dispiace dell’accaduto, che purtroppo molti speculano sull’emotivita’ della gente e che in questo caso parte offesa non è piu’ l’AIRC, che non sa nemmeno dell’esistenza del concorso, ma gli autori che hanno versato le quote, i giurati e l’ideatrice…! Infatti esiste un modulo dove le donazioni vengono riportate col nome dell’evento, in memoria di.., e coi nomi di chi ha partecipato…nulla di tutto cio’…in questo caso per l’AIRC (e anche secondo me) quei 168 euro erano soldi dell’editore personali perchè è lui che ha rinnovato la quota associativa e che riceverà dall’AIRC i ringraziamenti e eventuali benefici o offerte…!

Ringraziandolo anticipatamente  a nome mio , dei giurati, dell’ideatrice , dei partecipanti e di chi ha purtroppo bisogno dell’esistenza di questa associazione per problematiche gravissime e serie dico all’editore che se ancora un briciolo di coscienza è vivo in lui, ponga fine a questa porcata e versi il dovuto all’AIRC in rispetto di tutti quelli che ancora crediamo a certe cause.

Allego al post copia della mia richiesta di informazioni e la relativa risposta data dall’AIRC:

Da: Giovanni P. [mailto:cubapronobis@yahoo.it]
Inviato: sabato 9 aprile 2011 13.31
A: A.I.R.C. – Gestione Soci
Oggetto: richiesta info
Il sottoscritto Parentignoti Giovanni, in qualità di giurato del concorso “inchiostro e anima”, che prevedeva il versamento del ricavato dalle vendite dell’antologia alla Vs. associazione, chiede alla S.V. di verificare se tale versamento è stato effettuato dal signor U. F., o libreriaeditriceu. o ancora a nome “concorso internazionale inchiostro e anima” in memoria di Antonio Caldarella. Copio sotto l’indirizzo che porta al bando del concorso e allego copia di un versamento che il signor U. F. ha scannerizzato e spedito via mail ai partecipanti ove dice che tale versamento corrisponde alla donazione promessa; vi chiedo di verificare se cio’ sia corretto o se, come sopsetto, tale versamento corrisponde solo a un rinnovo personale di quota associativa del signor U.F. e che invece dei soldi ricavati dal concorso nulla è stato versato alla Vs associazione come donazione;certo di un Vs interessamento, prego una risposta veloce per chiarire la situazione ed eventualmente riparare al torto morale commesso nei Vs. confronti e i quelli di chi ha versato 30 euro convinto di far bene a una causa giustissima come quella per cui da anni la Vs. associazione lotta.

Grazie!

Questa la risposta:

Da: A.I.R.C. – Gestione Soci <gestione.soci@airc.it>
A: Giovanni P. <cubapronobis@yahoo.it>

Gentile Signor Parentignoti,

in risposta alla sua e.mail, le confermiamo di aver registrato il contributo di € 168,70 effettuato lo scorso 8/03/2011, a nome del Signor U. F., nostro Socio Airc N XXXX, come da bollettino allegato in vostro possesso.

La donazione e’ stata effettuata utilizzando un nostro ccp intestato al nostro socio, il pagamento e’ stato quindi contabilizzato quale rinnovo della quota associativa del Signor U. per l’anno 2011.

Non ci risultano donazioni con le diverse intestazioni da lei indicate.

Rimaniamo a sua completa disposizione per ogni ulteriore richiesta, cogliamo l’occasione  per porgere i nostri piu’ cordiali saluti.

Ufficio Gestione Soci AIRC


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Continua la politica del vittimismo neo-destroide che ha avuto inizio nel 1994 con la discesa in campo del neo-duce Berlusconi; nonostante la  rottura che si è verificata a destra, rimane forte dentro gli adepti forza-italioti la tattica che Silvio ha inculcato loro in questi anni: creare dei falsi scoop, ergersi a vittime e cosi’ riaccaparrarsi i voti di elettori italiani che, in merito a queste storielle diventano fortemente moralisti, ma che tra extracomunitari morti in mare e guerre preferiscono mangiare una bella pizza e chi si è visto si è visto. Alemanno ha ricevuto una lettera, con proiettile incluso, da fantomatici ” gruppi armati patriottici”, microspie negli uffici della governatrice Polverini, falso attentato al giornalista (???) Belpietro, Berlusconi che risponde ad Alemanno che lui ha ricevuto ben 13 proiettili, oltre a un duomo di Milano in testa e un treppiedi fotografico addosso…tutte favolette che si materializzano in ben determinati contesti di tempo e che servono a far leva sulla ” bontà” italiana e sul buoncuore del votante medio indeciso. Ricordo perfettamente quanto accadde prima e dopo l’omicidio Biagi e quanto questo sia stato utile alla destra per far passare una legge che ha ucciso milioni di lavoratori e ricordo cio’ che il signor Scajola disse di Biagi dopo avergli tolto la scorta :.”Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. »…intanto come accadde anche decenni prima con Aldo Moro, capro espiatorio sono state le brigate rosse e cosi’ tutti sono piu’ contenti. Assieme alle falsità inerenti attentati e agguati, la nuova destra utilizza le armi della denigrazione, della delegittimazione, del revisionismo storico e della censura, armi che, dal grosso della politica internazionale al piccolo di spazi gestiti come blog e social network, utilizzano gli estimatori degli stessi: si spacciano guerre di affari come missioni di pace, si fanno passare i militari come brave persone mentre uccidono e guadagnano qualche migliaio di euro in territori non nostri  ergendoli anche ad eroi, si sputa sulla memoria di gente che in missione di pace veramente viene uccisa barbaramente come è successo in queste ore a Vittorio Arrigoni ( e vi invito a leggere cio’ che i lettori del ” giornale” dicono di lui), si mette nelle mani di gente come Gianpaolo Pansa un processo vigliacco e squallido che fa passare per vittime i carnefici e viceversa, si chiede la supervisione dei testi scolastici, si paragona le foibe ai campi di concentramento e nello stesso tempo si vuol far chiudere la bocca a chi ancora liberamente vuole esprimere il proprio pensiero; parliamo dei blog a livello mondiale? E’ stata una delle armi che hanno portato libertà in paesi oppressi e che son riusciti a farci conoscere certe verità che la real-politik ci nasconde e invece cosa succede in Italia? Si cerca di fare una legge che censuri l’operato dei blogger e gli stessi blogger ( putacaso sempre Berlusconini)chiedono ad amministratori e co. di tagliare, di censurare, di chiudere blog che vanno contro il governo, di addomesticare gente che non si adatta a certi parametri e se questo non viene fatto al solito spuntano articoli e post che alla pari del “Giornale” e di ” Libero”, sputtanano, ridicolarizzano, denigrano e tentano di distruggere l’altro sotto il punto di vista dell’integrità e della persona; credo che anche gente che credeva ai veri ideali di destra come Montanelli (che mando’ a cagare Silvio) si sdegnerebbe davanti a questo scempio e pur essendo di sinistra non credo che oggi l’attuale popolo di Silvio rappresenti un punto fermo per chi ancora crede nella “Destra”. Certo è anche che, quando una attuale “sinistra” (???) prende come punto di riferimento gente come Saviano che delegittima il movimento del 14 dicembre, che appoggia i filo-imperialisti israeliani, che scredita i volontari in Palestina, che si esprime da fascistone e che ha sfruttato intelligentemente l’onda anti-camorra, creandosi un’aura di santità, prendendosi la scorta e dicendo di essere minacciato dalla stessa camorra ( cazzate) alla quale invece ha fatto un enorme favore con un libro (Gomorra) che non dice nulla di nuovo ma che rappresenta un copia-incolla di articoli giornalistici usciti in quel periodo per i quali veramente alcuni giornalisti ci han rimesso la pelle, non credo che possa esistere una reale opposizione alla nascita di un nuovo movimento fascista per il quale oltretutto alcuni deputati del PDL hanno chiesto la revoca della non-legittimita’ alla ricostituzione.

berlusco

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Avevo aperto l’agenda dove scrivo i miei pensieri, racconti e qualche poesia per cambiare il post ma un senso di fastidio mi attanaglia; ho la mente bloccata e la voglia di far qualsiasi cosa ridotta a zero; forse è un periodo particolare dove persone che son state punto di riferimento per una vita intera si mostrano per quel che sono ovvero porci che non rispettano nessuno, capaci di vendere per qualche centesimo anche l’anima, gente che ha ridotto la parola amicizia a spazzatura, che calpesta chiunque si metta di mezzo a progetti piu’ o meno sporchi coperti da un’aura di benevolenza e altruismo; anche le idee in cui credo hanno subito un duro colpo perchè da sempre ho creduto in una parola chiamata comunismo affiancata da un’altra parola che ne determina il senso vero ovvero ” libertario” e prima lavoravo alle dipendenze di due persone che si professavano anche tali e che poi mi hanno dato un calcio in culo, quando al presentarsi di un gravissimo problema familiare che mi ha costretto ad assentarmi da lavoro mi han fatto capire che così non poteva andare e mi hanno licenziato; ho pubblicato un piccolo libro dove mi son passato il piacere di raccogliere alcune poesie e racconti con un editore che per me è stato come un secondo padre e che anni fa , nei momenti bui della mia esistenza, quando avevano preso il sopravvento cattive strade e compagnie lui mi è stato accanto e la sua libreria la mia ancora di salvezza; oggi per poche centinaia di euro ha venduto le sue idee e il nostro rapporto e l’avidità ha fatto apparire la sua vera natura di fascista e lupo travestito da compagno libertario; mi direte che sono persone  e che cio’ non c’entra nulla con l’ideologia…si è vero…ma da loro ho appreso le prime nozioni e loro mi volevano insegnare la solidarietà, la non esistenza della diversità, il rispetto per ogni idea diversa dalla mia…e ora? La loro vita li ha contraddetti in pieno; avevo pensato di chiudere il blog, di cancellarmi da facebook , di tagliare ogni contatto virtuale che ha anche portato verso me molte belle persone, ma tante falsità, ipocrisie e maldicenze; gente che non ti conosce e sputa fango su di te, gente che ti giudica, che aspetta il momento opportuno per scrivere e screditare, gente che passa il proprio tempo aspettando un piccolo passo falso per convincere chi sino ad allora ti era stato vicino, seppur nel virtuale, che poi non sei quella brava persona che credeva, ma che invece sei un pezzo di merda, finto e inaffidabile e non conoscendoci realmente è piu’ facile credere a chi millanta che alla tua buona fede; lo so, forse sto scrivendo anche male, forse anche qualche verbo stavolta è sbagliato, ma a scrivere per una volta è la rabbia e non l’anima; a rileggere alcune mail o alcuni commenti sto anche male nel notare che oggi alcuni blogger si sono distaccati da me, sicuramente anche per colpa mia, ma non sono mai riuscito a spiegare che l’eventuale errore non  è stato fatto a fin di male ma per istinto e impulsività…di bellissime realtà ce ne sono tante e con queste persone ho anche contatti sul social network e ringrazio la tecnologia di esistere perchè altrimenti non sarei mai veuto a conoscenza di esse;  non so cosa mi spinge a mettere nero su bianco questi pensieri, ma forse il blog stasera per me è un confidente, un amico…e a lui lascio queste frasi sconnesse nella speranza e nella certezza di ritrovare stimoli giusti e positivita’.

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E scendesti poeta, all’Erebo,

a destar con somma poesia

la morta tua ninfa Euridice;

a passione si movean le bestie

echeggiando di gemiti i lamenti del vate ramingo.

Suonava la cetra, che i supplizi infernali sospese,

e mute le Furie e pietoso Plutone commosse;

il risveglio donò alla musa, ma ad un patto,

che mai volgesse Orfeo lo sguardo a lei ancor dentro le tenebre;

ma tal fu paura non sentendo l’amata,

che si volse alle spalle il sommo poeta

e svanì dentro un fumo azzurrino e fu preda per sempre

Euridice dell’Erebo oscuro;

folle vagò tra le selve Orfeo,

e mesto cantava e gridava dolore;

ma Bacco da sempre suo eterno rivale,

mandò Menadi a notte e in un orgia lacerarne il suo corpo.

Poesia, che desta il sonno dei morti

ed essenza di sogno di desiderate virtù

si dissolvono tristi tra invidie ed incenti

ed uccidono speme e disilludono cuori.

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Spesso si dibatte sulla differenza tra Enap ed Eap ovvero editori a pagamento e non a pagamento; il mio primo libro l’ho pubblicato con un Eap ed ho difeso molte volte l’operato degli Eap, ma il tempo, l’esperienza e la maturità ti fanno rendere conto di quanto spesso ci si sbagli a valutare persone e atteggiamenti;  avevo spesso spedito le mie bozze ad altre case editrici e la risposta era sempre la stessa ovvero che erano interessati alla pubblicazione del libro, che il lavoro era ottimo e che le condizioni per la pubblicazione erano pressochè queste:

1-Stampa di 150 copie al prezzo di 1200 euro e 90 copie le dovevo acquistare io.

2-Stampa di 100 copie al prezzo di 750 euro e 40 copie le dovevo acquistare io.

3-Stampa di 200 copie al prezzo di 1800 euro e 80 copie le dovevo acquistare io.

Poi partecipando a svariati concorsi indetti da queste famigerate Eap ho ricevuto tantissimi encomi e altrettanto numerose proposte di contratto ove dovevo essere io, come vincitore, a pagare la pubblicazione del libro, a ritirarlo, vendermelo e pubblicizzarlo; mi viene pero’ la felice idea di rivolgermi a un editore nostrano che conoscevo da tempo perchè comunque volevo pubblicare il mio primo libro e gli chiedo un preventivo:

100 copie di 56 pagine cad. al prezzo di 450 euro, oltretutto nel contratto è previsto che le copie che lui tratterra’ ( 20 in vendita piu’ 5 che per legge avrebbe dovuto consegnare alla biblioteca regionale, nazionale e per contratto alla stampa) verranno vendute nella propria libreria e il ricavato diviso al 50%.

Firmo e pubblico; ammetto che l’editore si è preso cura di organizzare due presentazioni del libro, ma degli articoli previsti sulla stampa nemmeno l’ombra e sino ad oggi delle copie vendute in libreria ( e qualcuna si è venduta) neanche un euro, oltresì siccome il libro invece di 56 pagine è di 63 pagine mi ha chiesto altre 60 euro.

Tutto cio’ mi va comunque bene, per il rispetto e per l’amicizia che credevo si fosse instaurata in questa collaborazione ma c’è sempre alla fine un evento che fa uscire fuori la vera natura di ognuno di noi: grazie all’idea pulita e sincera di un’altra autrice che indice un concorso letterario gratuito, l’editore s’insinua nel progetto e ne diventa parte integrante…il concorso è stato stupendo, con una partecipazione straordinaria dettata e nata dall’integrità morale di chi l’aveva ideato…ma qui scatta una molla nell’Eap:

come premio propone di mettere una raccolta degli scritti dei partecipanti e chiede ad ogni prescelto la somma di 15 euro…tutti pagano naturalmente e i proventi vanno ( ?) a finire all’Airc; notando che comunque grazie ai tanti sognatori che ci sono in giro gli stessi sono disposti a pagare una quota d’iscrizione cosa fa? Cambia nome del concorso e ne organizza una seconda edizione “fregando” l’idea all’autrice  dove chiede 30 euro come quota d’iscrizione e  promette al vincitore la pubblicazione di 100 copie del libro e a tutti gli altri la pubblicazione di una copia, giocando cosi’ sull’emotività e a volte sul narcisismo di noi scrittori che alla fine del concorso si troveranno in mano una copia di un proprio manoscritto di 56 pagine al prezzo di 30 euro…e cosi’ che l’Eap commercializza l’arte e ne fa un business…!

Tirando le somme ho quindi notato sulla mia pelle che: il piccolo editore non fa nessun editing, nessuna correzione bozze, nessuna ristampa se non a pagamento, nessun elargizione di compenso previsto per contratto, nessun articolo sui giornali come previsto dal contratto e nessuna sorta di commercializzazione del libro…lui ti ha stampato e venduto le tue copie…adesso fatti tuoi!!! Non solo…distrugge anche l’idea di concorso letterario cercando cifre incongruenti agli iscritti per poter speculare su chi come me ama imbrattare la carta con idee piu’ o meno di spessore!!!

Fidarsi dell’Eap? No assolutamente no!!! facilmente mi ritrovero’ a pubblicare il mio romanzo con un altro editore a pagamento? forse si…ma al 90 % no…Spediro’ bozze e manoscritti in giro nella speranza che qualcuno mi dica che vale la pena continuare o di mettermi da parte, ma senza nessun interesse personale!!! Non credo a chi dice in giro che ha pubblicato il suo primo manoscritto con un’Eap e questo non gli ha chiesto niente perchè ha notato una tal bravura da investire su lui…non la faranno mai!!!

Riporto sotto la famosa lista di editori a pagamento che raggirando l’autore cercano cifre enormi per la pubblicazione…ad essi si accompagnano centinaia di altri editori come il mio che nel piccolo hanno appreso da loro l’arte del raggiro:

http://www.writersdream.org/forum/mod_topiclist.php?f=17

eap

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