Archivio Novembre 2011

Spesso siamo convinti di vivere una vita, ma ci accorgiamo per una serie di eventi, che sino ad oggi non siamo stati altro che false rappresentazioni di ciò che gli altri vogliono da noi, travestiti per ognuno e con ognuno in modo da essere accettati o per non stare o fare male; ma la vita è un’esattrice spietata, i suoi conti non sono mai in rosso e agisce subdolamente coinvolgendo gli ingranaggi dell’io e sputando di colpo fuori la vera essenza dell’essere che è stato sino ad allora represso; rompe equilibri, non sempre negativamente, ma ponendoti di fronte a scelte e decisioni spesso dure ma indispensabili ad una rinascita interiore che stava pian piano marcendo tra gli incubi e le peripezie da noi vissuti.

Tiri fuori tutto e come un Dorian Gray, ti specchi e vedi l’invecchiamento interiore, per riuscire a mantenere un aspetto secondo noi decoroso fuori, ma non è così…l’invecchiamento degli stati emotivi non deriva dall’aver vissuto determinate esperienze, ma dal non esser riusciti a buttarle fuori, a viverle nel reale senza timore, nel non affrontare le logiche conseguenze dei nostri atti; si soffre non per cio’ che si è commesso ma per cio’ che si è omesso, accumulando dentro tutto cio’ ed ergendo mura sempre piu’ difficili da abbattere. Ci accorgeremo in seguito che per buttarle giù non servono ruspe o vanghe, ma qualche lacrima per renderle piu’ morbide e la parola che le sgretola come fossero di argilla; rimorsi? Rimpianti?…No, se non quello di aver celato  cio’ che se pian piano fosse stato detto non avrebbe fatto cosi’ male come subirlo di colpo in figura di uragano che sconvolge senza dare spiegazioni. Chi sei stato, chi sei, chi vuoi essere? Scrivilo su un foglio cosicchè chi ti sta accanto possa saperlo senza dover scoprire, scrivi la verità e non nasconderla a te stesso, perchè se uno lo hai smontato di muro inizieresti, prendendoti in giro a montarne un altro…vivere per cio’ che si E’ rende veramente unici, dire a tutti chi sei e poi sarà loro competenza decidere se stare o non accanto a te anche perchè è logico non piacere a tutti…se si piacesse a ognuno significa che si sta fingendo; io sarò Io da oggi senza mezzi termini e sfaccettature, senza paure ma con le naturali contraddizioni che rendono l’essere umano un ESSERE UMANO.

Cerchero’ di ricucire rapporti persi per orgoglio, sarò felice e arrabbiato, piangero’ e ridero’ seguendo finalmente i miei veri impulsi vitali…saro’ libero! Libero di essere cio’ che dentro sempre sono stato e che era scritto ma ho costantemente cancellato, libero di non reprimere emozioni, di parlare e ascoltare, di essere cinico o sensibile, di vivere e di non essere vissuto senza farmi influenzare da cio’ che in breve termine potrebbe darmi soddisfazione ma che con prospettiva di lungo termine mi porterebbe a star male; è il lungo termine il vero obiettivo, cio’ che tra 10-20-30 anni voglio essere e voglio avere; seminare un seme malato fara’ spuntare lo stesso inizialmente una piantina, ma col tempo quella piantina diventata albero sara’ malata e dara’ frutti, che senza colpe saranno di conseguenza malati..la dovrai estirpare e ucciderai gli innocenti che si son trovati a dover vivere loro malgrado quella condizione; seminare quello giusto, essere pronti a raqccoglierne i frutti sani, essere egoisti perchè l’egoismo è l’arma che puo’ dare serenità anche a chi vive attorno alla nostra cerchia, vuoi familiari, amici, conoscenti, colleghi; egoismo non egocentrismo, l’egocentrismo è congenito ma solo l’istinto senza razionalità lo puo’ rendere fondamento…arrivare al giorno in cui la consapevolezza di una fine biologica logica non ci deve spaventare, perchè la paura di morire nasce dalla paura di vivere, se si vive non mostrandosi e castrandosi allora sì che il pensiero della morte crea frustrazione: quella di non aver vissuto …in caso contrario la reazione sarà quella di un ultimo sorriso derivante dalla consapevolezza che chi sta abbandonando questa terra non è una maschera ma il vero se’ stesso.

L’essere ovvero la consapevolezza di se stessi, l’Io l’affermazione, il non Io la distruzione; obiettivi certi senza dubitare, capire che se fuori non siamo noi, dentro lo somatizziamo e in un modo o nell’altro il nostro ego deve spazzar via questa falsità; ma l’ego non è ragione e allora fa fare cose anche fuori dalla nostra volonta’ e cosi’ crea barriere e forgia maschere con l’inconsapevolezza nostra di vivere cio’ che lui vuole e non noi…è una guerra costante con l’ego, si ripresenterà sotto varie forme, lui vuole comandarci…la vera vittoria si avrà quando presa coscienza di cio’ saremo noi a dirgli cosa fare e non lui a guidarci come marionette.

 

 

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