In questa storia i soggetti interessati sono tanti: lo stato vaticano, lo stato italiano, l’IOR, il banco Ambrosiano, la banda della Magliana, Solidarnosc e Carol Wojtyla. Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della prefettura della Casa Pontificia, sparisce:

Emanuela Orlandi frequentava una scuola di musica in piazza Sant’Apollinare a Roma. Il giorno della scomparsa, nel tragitto che dal Vaticano la portava alla scuola, incontrò uno sconosciuto, alla guida di una BMW verde, che le offrì un lavoro di vendita di cosmetici per la Avon, da svolgere durante una sfilata di moda e pagato esageratamente (circa 375.000 lire dell’epoca, l’equivalente di uno stipendio di allora). Emanuela rispose che prima di accettare avrebbe dovuto chiedere il permesso ai genitori. Verso le ore 19:00, dopo essere uscita in anticipo dalla lezione, telefonò a casa per riferire la proposta che le era stata fatta: la sorella le disse che diffidava molto della troppo allettante proposta, e comunque di tornare quanto prima a casa per parlarne con la madre. Questo fu l’ultimo contatto che Emanuela ebbe con la famiglia.

Dopo la telefonata, Emanuela si confidò con un’amica e compagna della scuola di musica, Raffaella Monzi, che la accompagnò alla fermata dell’autobus, lasciandola alle 19:30. Poco dopo, Emanuela fu vista da un vigile urbano in servizio davanti al Senato (al quale chiese dove si trovasse la Sala Borromini). Il vigile, interrogato dalle forze dell’ordine una volta iniziate le indagini per la scomparsa, riferì che la ragazza era in compagnia di un uomo alto circa 1 m e 75, sui 35 anni, snello, con il viso lungo, stempiato, con una valigetta e una BMW scura metallizzata. Altri testimoni la videro salire sull’auto. Dall’identikit che fu tracciato, un carabiniere del Nucleo Operativo di via in Selci notò la somiglianza con Enrico De Pedis, membro della Banda della Magliana, ma la cosa, stranamente, non ebbe un immediato seguito investigativo; pare che una giustificazione sarebbe nel fatto che all’epoca si riteneva il soggetto criminale latitante all’estero, ma un riscontro approfondito in merito non venne effettuato(Wikipedia).

Da allora diverse telefonate arrivarono a segnalare la presenza di una ragazza dalle sembianze di Emanuela: il 25 giugno un certo Pierluigi la vide a Campo dei fiori, con occhiali e flauto assieme ad un’altra ragazza, lo stesso riferi’ un certo Mario che aveva visto due ragazze con un uomo e una riferiva di chiamarsi Barbara, come del resto aveva detto anche Pierluigi, da dire che mario poi fu identificato molto probabilmente con un uomo vicino alla banda della Magliana; Nel luglio del 2005, alla redazione del programma Chi l’ha visto?, in onda su Rai 3, arrivò una telefonata anonima in cui si diceva che per risolvere il caso di Emanuela Orlandi era necessario andare a vedere chi è sepolto nella basilica di Sant’Apollinare e controllare «del favore che Renatino fece al cardinal Poletti». Si scoprì così che “l’illustre” defunto altri non era che il capo della Banda della Magliana, Enrico De Pedis. L’inviata Raffaella Notariale era riuscita a ottenere le foto della tomba e i documenti originali relativi alla sepoltura del boss in territorio vaticano, voluta dal cardinale Ugo Poletti, allora presidente della Cei.

Subentra un periodo di dichiarazioni di Sabrina Minardi ex moglie di Bruno Giordano calciatore e altrettante dichiarazioni contraddittorie di  Alì Agca, dopo interviste smentite e storie varie, il 14 maggio 2012 finalmente viene aperta la tomba di De Pedis, ma al suo interno vi si trovano solamente i resti del defunto. Allora si scava più approfonditamente, ma vengono trovate solo nicchie con resti di ossa risalenti al periodo napoleonico.

Quattro giorni dopo, il 18 maggio, viene indagato Don Pietro Vergari per concorso in sequestro di persona.

Secondo una pista investigativa Emanuela Orlandi sarebbe stata attirata ed uccisa in un giro di festini a sfondo sessuale in cui erano coinvolti esponenti del clero, un gendarme vaticano e personale diplomatico di un’ambasciata straniera presso la sede vaticana. Altre indagini rinviano ad una pista che conduce a Boston, con coinvolgimento di preti pedofili. Ma non esce fuori cio’ che non vuol farsi sapere…la verità si nasconde nel complesso intrigo tra IOR, fondi neri , banda della Magliana e Solidarnosc;  si dice che nel caso specifico la banda della Magliana stesse tentando di recuperare circa 250 miliardi depositati allo IOR riciclati da affari loschi, la stessa somma che Wojtyla avrebbe stornato a Solidarnosc, il sindacato polacco di Lech Walesa e che il rapimento fosse un avvertimento al papa e a mons. Marcinkus, capo dello IOR, perchè restituisse il denaro, non si sa pero’ se i soldi tornarono nelle mani della banda.

Sono ipotesi al vaglio della magistratura e di chi sta portando avanti le indagini, ma quest’ultima, che sembrerebbe la piu’ attendibile ad oggi, non è mai stata messa in luce…il malaffare, la politica, il vaticano assieme…non sara’ facile sapere la verità anzi..credo proprio che rimarra’ ancora una volta sepolta assieme al corpo di un’altra vittima innocente delle caste unite.

fonti:

Sicilia Libertaria-mensile anarchico;

la piovra vaticana-Pippo Gurrieried. la fiaccola;

wikipedia;

2righe.com

il giornale.it

il corriere.it

 



One Response to “Emanuela Orlandi: come banalizzare un omicidio!!!”

  1.   elle Says:

    Di questa storia si delineano bene i contorni,ma la verità rimane sfuggente,inafferrabile. Troppi poteri forti sono all’origine della scomparsa di Emanuela Orlandi,non credo che ne sapremo mai niente di definitivo.
    Ciao!