In sintesi
Occhi ai tuoi chiedono calore,
morso edipeo al seno candido, vitale;
scorre in sangue tuo,
scippato tende candide mani,
rinasce il corpo,
immortale rende rinnovata carne.
«Il poeta deve vivere un rapporto diretto con la realtà, andare in trincea, sentire il dolore e la frustrazione, essere portavoce di urla che la censura subdola odierna nasconde». È con queste parole che Giovanni Parentignoti descrive i cardini del suo fare poesia e la missione stessa cui assolve con questa silloge forte, intensa, non di rado dissacrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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