Archivio Agosto 2013

Parlare di Glauber Rocha significa parlare di cinema di liberazione; come spesso viene detto il Cinematographe, nasce a Parigi in una sera del lontano 1895, precisamente il 28 dicembre; nello scantinato del Grand Cafè, al salon Indien, 33 spettatori pagano un franco per assistere alla proiezione dei dieci film brevi proposti dai fratelli Lumiere; tra gli spettatori vi è Melies, che diverrà maestro impareggiabile della surrealtà filmica, vista, dissipata e elevata ad opera d’arte; cominciano già a scontrarsi due filosofie di pensiero: quella del cinema menzogna e quella del cinema poesia.

I primi film brasiliani( 1898), raccontano del mito della ricchezza e di mondi improbabili trattando lo spettatore come un bambino inebetito; si tratta di cinema spazzatura, che copia anche malamente i prodotti europei e nord-americani; il cinema è già retorica, propaganda nichilistica del potere e del pensiero dominante, si tende a imprimere l’impoverimento ideologico e culturale e la soggezione al dominante; ma alcuni autori come Humberto Mauro, Mario Peixoto e Barreto si ribellano a questa logica cominciando a parlare di estetica del cinema brasiliano; dagli anni ’20 agli anni ’60 vi è una nicchia cinematografica che esprime le profonde lacerazioni della società brasiliana, violentata in ogni aspetto: si va da ” O segredo do Corcunda” di Alberto Traversa a ” primeira missa” di Lima Barreto.

Fu l’opera di Peixoto  ”limite” , ad aprire la strada all’onda libertaria che fiorisce in Brasile col nome di Cinema Novo; figura dominante dello stesso è Glauber Rocha (Vitoria  da Conquista, 14 marzo 1939 –  ,  rio da Janeiro 22 agosto 1981); il suo è un cinema di liberazione, anarchico; è un ribelle che non si tira indietro nelle battaglie delle idee. Ha un rapporto profondo con la libertà e  rifiuta endemicamente ogni forma di potere; non comprende come puo’ una minoranza dell’umanità, essere causa principale della fame nella quale versa la maggioranza degli umani; Rocha s’incontra con Godard, Straub e Vertov dichiarando guerra al cinema spettacolare integrato nella società dello spettacolo; definisce il cinema stesso come ” secchio dell’immondizia delle belle arti” e lo svuota di ogni presunzione spettacolare  o di basso prodotto alimentare.

Le sue sequenze sono piene di cinismo, anarchia, irriverenza, romanticismo e inquietudine, piene di poetica libera da regole di composizione e contrarie al montaggio discorsivo; il cinema udigrudi di Rocha è un insieme di tracce mnesiche che costruiscono una storia, che è la sua e quella del Brasile; l’unione delle immagini è musicale e nei suoi film si viaggia , si piange d’amore e si sputa contro lo schermo; si torna in un’epoca dove tutti sognavamo di essere fratelli e sorelle e nei suoi personaggi è facile ritrovare sia Socrate che Cartesio, sia Marx che Cristo.

Il suo primo  lungometraggio è del 1962 e si intitola Barravento; Nel 1964 dirige il dio nero e il diavolo biondo (Deus e o diabo na terra do sol) ambientato nel nord-est del Brasile dove  Rocha segue il tracciato della siccità attraverso una coppia di contadini alla ricerca della liberazione, nel 1967 dirige Terra in trance e nel 1969 è costretto ad abbandonare il Brasile per la durissima censura governativa; continua a lavorare sia in Africa che in Europa e collabora con diversi artisti tra i quali Carmelo Bene.

In ogni documentario, lungometraggio o scritto, Rocha  utilizza l’arte del realismo per tessere passioni utopiche.

nel 1962 Barravento vince il premio ” Opera Prima” al festival internazionale del cinema di Karlovy Vary, in Cecoslovacchia, nel 1966 Deus e o Diabo na Terra do Sol vince il Gran Premio Latino-americano al festival del Mar del Plata, in Argentina; nel 1967 Terra em Transe viene proibito in tutto il territorio brasiliano per essere considerato irriverente verso la chiesa e sovversivo; nel 1968 Jean-Luc Godard invita Rocha a recitare nel suo film vent d’est, dove Rocha interpreta se stesso; nel 1969 il lungometraggio Antonio das Mortes  viene presentato al Festival di cannes e Glauber divide il premio come miglior regista con Vobtech Jasny; dal 1972 Rocha riprende a Cuba il progetto America Nuestra, che aveva pensato prima di Terra em Transe; con Marcos Medeiros produce Historia do Brasil che viene terminato grazie alla collaborazione di Renzo Rossellini e fu venduto alla RAI.

Nel 1973 Rocha, tornato in Europa, abita a Roma e continua a portare avanti tantissimi progetti e collaborazioni; nel 1981 incontra il presidente brasiliano Joao Batista Figueiredo in Portogallo, pero’ la sua retrospettiva viene bloccata al quinto giorno di proiezione per un incendio, alcune copie vengono anche distrutte dal fuoco. Intanto in Brasile viene pubblicato ” Revolucao do Cinema Novo”, una raccolta di articoli e cura di e interviste con Glauber Rocha, organizzata da lui stesso.

Si aggravano però i suoi problemi di salute e Roche va in ospedale a marzo del 1981 dove si sottopone a un trattamento per la broncopolmonite; il 21 agosto viene riportato in Brasile dal Portogallo e il giorno dopo muore.

Da quel giorno, i suoi film saranno proiettati in retrospettiva in diversi paesi del mondo, a settembre il festival internazionale del cinema di Figueira da Foz, Portogallo, e l’Encuentro de L’Intelectuales por la Soberiana de Los pueblo de Nuestra America, a Cuba, rendono omaggio al genio del cinema maledetto, Glauber Rocha.

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