E’ successo a Roma quello che tutte le forze politiche si auspicavano per poter trarre vantaggio dalla manifestazione degli indignati; è successo ma non proprio come si aspettavano…purtroppo stavolta il morto non c’è stato; la destra che accusa la sinistra di fomentare e di sorreggere certi movimenti, la sinistra che accusa la destra di utilizzare le forze dell’ordine come squadriglie fasciste, ecco in questo son d’accordo con tutti e due gli schieramenti; quelle centinaia di frustrati, fuoriusciti da certi ambienti deviati dei centri sociali, che io ho frequentato e posso affermare che nella stragrande maggioranza delle volte son base di giovani intelligenti e pacifisti, hanno retto il gioco dei potenti molto piu’ di quanto immaginino; son riusciti a far fallire una manifestazione molto ben organizzata, ove doveva risaltare l’accusa contro la grande finanza, la BCE e i caposaldi di un sistema capitalista che ormai ha affossato il sistema mondiale, portando l’attenzione negli atti di scalmanati e ripeto frustrati e derelitti della societa’, gente che ha bruciato auto di operai e proletari, che in nome di un non ben specificato libertarismo hanno forzato le porte di chiese e distrutto e oltraggiato le statue…dov’è il senso di libertà in questo? Io” non credo” ma rispetto gli altri nei loro spazi e nelle loro abitudini e non mi si venga a dire che faceva parte di una protesta contro il regime vaticano perchè allora dovevano dimostrare di avere le palle di andare sin dentro il vaticano e colpire il vero bersaglio di questa pseudo-protesta…invece no…vigliaccamente colpiscono simboli e oggetti senza difesa, proprio come i fascisti che tanto attaccano…si son dimostrati anche loro dei fascisti; migliaia di giovani a lottare e contestare un sistema che ci lascerà col culo a terra, senza lavoro, senza pensioni, senza futuro si son visti rubare la scena da chi vestito di nero scaglia una rabbia insensata contro obiettivi insensati…il poliziotto poi non si deve difendere? Mettete il vostro culo su una camionetta che va a fuoco e vedete se istintivamente non reagite in certi modi…io sono di sinistra, contro il sistema vigente ma credo che non sia questa la rivoluzione che la storia ci insegna vedi Cuba, Sud-America, Cina, ex Urss…Il Che si sta rivoltando vedendo il suo viso sul corpo di questi criminali…!!! La colpa? Non c’è colpa perchè tutti sapevano i punti di incontro e anche i movimenti che sarebbero stati fatti e mentre i giovani manifestavano serenamente, i cosiddetti Black-bloc si sono tranquillamente infiltrati e hanno potuto compiere lo scempio che si è visto; le forze dell’ordine? Hanno ricevuto ordini di stare in determinati punti della citta’ e non potevano fare altrimenti…non le difendo, per me sono solo marionette non al servizio del cittadino ma per salvaguardare l’incolumità dei potenti, sono forze create dal potere come possiamo pretendere che difendano chi lo contesta? Fanno parte di un Risiko ben orchestrato che come negli anni 80 deve create destabilizzazione per poter giustificare atti altrimenti inconcepibili dei signori al potere; ho visto su una camionetta la scritta Carlo vive e il simbolo della A cerchiata..beh io ho vissuto un progetto anarchico in zona e sinceramente mai si è parlato di azioni cosi’ vili, anzi mi ha lasciato un cumulo di nozioni molto interessanti e formative…quindi questi pseudo-anarchici cosa sono in effetti? Nulla…nemmeno anarchici, solo poveretti che dietro un simbolo nascondono il loro essere perdenti, che non riescono a uscire fuori da questa società e vivono una situazione da parassiti e inconcludenti….!!!
Un forte applauso a chi ha invece manifestato per ragioni condivisibilissime e ha condannato questi atti ritrovandosi addirittura in piazza S. Giovanni a Roma per ripulire gli spazi contaminati dalla guerriglia stupida e offensiva creata da chi ho già piu’ volte descritto come ” inutili pezzi dispersi di questa societa’”…
Se avete le palle andate a ripagare i danni fatti alle auto di lavoratori e alle case di gente che voi dite di voler difendere…ma non lo farete perchè al solito vi nasconderete sino alla prossima volta, quando diretti da un potere che vi utilizza e poi vi butta andrete a rompere i coglioni inutilmente da qualche altra parte…
W gli Indignati e i costruttivi…in carcere i codardi vestiti di nero e certi esponenti delle forze dell’ordine che ne approfittano per pestare a piacimento anche chi non dovrebbe essere toccato.

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In un momento storico particolare, dove ogni minimo spazio che ancora troviamo libero deve essere utilizzato per poter dire la propria, trovo opportuno che i blog vengano rivalorizzati e non abbandonati per colpa di social network che hanno rimpiazzato gli spazi che in tutto il mondo son serviti per attivare anche enormi rivoluzioni sia sociali che culturali, nel nostro piccolo dobbiamo quindi far riemergere quelle voci che danno fastidio, che rompono con l’andazzo così piatto e servile che c’è in giro; dobbiamo scrivere perchè non si puo’ lasciare spazio a chi mostra disprezzo con facce acide, a somari che indossano i panni di purosangue, lupi vestiti d’agnello, repressi, depressi, senza dignità; a gente priva di personalità che fa mostra dei propri averi per nascondere la miseria del proprio essere, a sudditi e miserabili servi del potere, porci e troie che calpestando fango dove vivono, cercano di scagliarne in faccia a chi li circonda, fascistelli senza arte nè parte, vili che come lumache si nascondono e come serpi escon fuori per colpire alle spalle, sfruttatori come cani che scodinzolano a chi gli porge una scodella e poi lo mandano via nel momento del non bisogno; padroni di vanità e di finta saccenza, moralizzatori con migliaia di scheletri nell’armadio, invidiosi, accidiosi, volgari parti della piu’ volgare razza, che si vergognano dei propri nomi, che brucerebbero drogati, omosessuali e ogni tipo di ” diversità” per sfogare la propria frustrazione, gente che in un mondo di merda è normale che si trovi ad agio in quanto fatta della stessa pasta, gente convinta di possedere tutto e tutti, stranieri dentro la loro stessa casa, spermi rubati ad una sana masturbazione; gente che difende il potente, che giustifica i pestaggi contro chi manifesta, che accusa di ipocrisia chi la pensa in modo diverso, gente che avrebbe bisogno di sane notti di sesso invece di perdersi nei mondi virtuali a rompere i coglioni; gente codarda che si nasconde e come fantasma cerca di entrare nelle anime altrui per clonarle e renderle simili e loro, bugiarda e bigotta; gente che vive nei blog per cercare l’attimo esatto quando poter denigrare chi gli sta sulle palle, gente che ha reso lucido il culo di tanti per arrivare a campare, che si vanta di chissà quali conoscenze e quali mestieri per poi vivere nella topaia della propria anima; gente che gode dei mali altrui, che vive una vita da perdente, fallita, che ogni progetto gli è volato via e che si ritrova con un pugno di mosche in mano e una tastiera che gli ridà un po’ di falsa personalità; gente già condannata a distruggersi e compiangersi in un futuro prossimo, sola e giustamente perdente…a questa gente non dobbiamo lasciare piu’ spazio di infangare angoli di cultura e di vita nostrani…torniamo al sano, vecchio e amico blog, non lasciamolo marcire in mano a vermi….!!!

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No, non ce ne siamo liberati, ci circonda e ci sovrasta come una piovra con sempre piu’ tentacoli:
La mafia sta nei negozi che assumono personale e allo stesso tempo fanno già firmare la lettera di dimissioni;
la mafia sta nei medici, negli avvocati, nei notai che ti cercano 1000 euro e se vuoi la fattura ti dicono che allora devi pagare l’iva;
la mafia sta nel poliziotto, nel carabiniere, nel finanziere che va dalla prostituta per scopare gratuitamente vendendo il proprio silenzio;
la mafia sta nei direttori dei corsi di formazione per l’abilitazione al sostegno che ti cercano 3000 euro sottobanco o qualche prestazione sessuale sotto-letto;
la mafia sta nei datori di lavoro che ti assumono part-time e ti fanno lavorare 12 ore al giorno;
la mafia sta nel maresciallo della marina militare che vende ai suoi commilitoni il cibo destinato alle mense;
la mafia sta nel vigile urbano che vede un auto posteggiata nel posto riservato ai disabili e fa finta di niente perchè è quella dell’amico;
la mafia sta nei cantieri di lavoro dove decine di persone vengono pagate per non fare nulla;
la mafia sta nel politico di turno che ti cerca un modestissimo posto di lavoro ricattandoti per tutta la vita;
la mafia sta nel finanziere che sequestra 100 chili di pesce e ne dichiara 50 perchè l’altro se lo divide con gli amici ;
la mafia sta nell’avvocato che non vuol seguire il tuo caso perchè non vuole inimicarsi la procura;
la mafia sta nel dirigente della casa di cura che ti fa firmare un contratto da 1000 euro e a fine mese te ne da 400;
la mafia sta nel bar che aumenta i prezzi in modo assurdo per i turisti;
la mafia sta nelle gare d’appalto truccate e fatte sotto-banco;
la mafia sta nel traffico di clandestini dove politici, avvocati e insulsi procacciatori lucrano a dismisura;
la mafia sta nel prete che rendendo grazie e dio si scopa il ragazzino durante la confessione;
la mafia sta nelle missioni di pace dove ragazzini guadagnano qualche migliaio di euro in piu’ e razzolano, violentano e uccidono con la benedizione delle nazioni unite;
la mafia sta nell’uomo che costringe la propria compagna a subire violenza e la ricatta e minaccia;
la mafia sta nel libero professionista che cerca una segretaria e le dice che le serve per reggergli le bretelle;
la mafia sta nelle 100 euro che il camionista mette dentro il libretto di circolazione e consegna alla pattuglia per poter passare senza essere controllato;
la mafia sta nelle 100 euro che lo studente mette dentro il libretto universitario e lo consegna al professore per passare serenamente l’esame;
la mafia sta nel banchiere che segnala ai malviventi i migliori risparmiatori;
la mafia sta in chi usa nelle costruzioni edilizie materiale differente da quello dichiarato;
la mafia sta in vaticano dove vengono nascosti tutti i segreti inerenti certi sequestri e certi attentati;
la mafia sta nel presidente della repubblica che sa e non parla;
la mafia sta nei giornalisti, nei cronisti, nei direttori dei mezzi di comunicazione;
la mafia sta nei genitori che non vogliono che i loro figli si ritrovino in classe con extracomunitari, disabili o emigranti;
la mafia sta nell’insegnante che mette da parte il figlio dell’operaio;
la mafia sta in chi approfittando della propria posizione ricatta e umilia l’altro uomo;
la mafia sta in chi non parla, tace e acconsente;
la mafia sta in chi con le parole e gli atti denigra volutamente un’altra persona;
la mafia sta ancora in migliaia e migliaia di posti…in quanti hanno utopicamente cercato di combatterla e quanti ci hanno rimesso la vita o la loro liberta’…la mafia non morira’ mai se non quando sara’ lo stesso uomo a morire per sempre !!!

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Quasi inconsciamente mi son ritrovato a fissare un aereo, non un aereo qualunque ma quello che alle 10.40 di domenica è partito da Fontanarossa spiccando il volo in un cielo limpido dipinto solo da un lato dal sempre affascinante ululato dell’Etna che sembra dire ” questa terra è viva…respira”; lo fissavo circondato da bandiere che propugnavano la rinascita di un quartiere popolare di Catania e dalle scie di auto, camion e moto che si dirigevano in qualche posto a me ignoto ma importante per l’anonimo guidatore che sempre tale rimarra’ per me. Quella striscia verde laterale spiccava nel bianco dell’aereo e si allontanava sempre piu’ e dentro quel mostro simbolo del caos e della velocità di una società ormai impazzita tante comparse a riempire d’anima e emozioni differenti una parte di cielo ben definita; tra di esse la protagonista spiccava per il suo sorriso, la sua forza, la sua audacia, la sua pazienza e a lei rivolgevo il mio sguardo anche se non poteva notarlo; mi sentivo vuoto e allo stesso tempo felice, felice perchè quel volo andava in direzione di un sogno, un semplice sogno ma grande per il suo fine, quel volo finalmente non si dirigeva verso tristi mete che hanno accompagnato lei in posti non lieti, andava verso la sua voglia di essere, di crescere, di arrivare ad un obiettivo senza aver leccato il culo a nessuno; sentivo come se i miei nervi fossero legati alle ali e piu’ si allontanava piu’ tiravano e facevano male, un burattino al quale han di colpo tolto un riferimento ed è proprio vero che a una persona dai la giusta importanza quando non la trovi piu’ accanto e noti che significa per te la vita, l’ambizione e il tutto , con quel volo pero’ si allontanavano anche i giorni che naturalmente ci hanno visto litigare, o l’hanno vista triste, arrabbiata, solo sorrisi e ricordi felici rimanevano a terra con me, scherzi, giorni fatti di complicità e cazzate varie…no, la solitudine non è bella quando è imposta, amo stare da solo quando so che c’è lei comunque a pochi istanti da me, così è semplicemente assurdo pensare alla bellezza della solitudine! Son felice ripeto per lei e anche per tutti noi, mi piace immaginarla seduta dietro una cattedra con tanti piccoli attorno, mi piace vederla passeggiare mentre Gucciardini, Poliziani e Dante ne’ cantano le bellezze e il Botticelli viene ispirato per le sue pitture, mentre osserva deliziata le vie di una città che ha riempito il mondo di cultura e arte; l’aereo è sparito e l’incanto si è rotto, rientro in macchina e vado verso casa, accendo la radio e si parla ovunque dell’anniversario della strage avvenuta a New York…si parla di un 11 settembre triste e funereo…il mio 11 settembre non è così…il mio 11 settembre è malinconico ma stupendo, perchè ho scoperto quanto amore è ancora vivo dentro me, quanto legati siamo , un legame viscerale e fantastico…se un dio esiste spero che si trovi nei raggi di sole che avvolgono quel volo e nell’asfalto che accompagnerà i suoi passi verso quella che spero sia la strada della sua vittoria su tutto e tutti!
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E lì ti portero’ Samau, sull’isola di Rève,
ove Cassiopea illuminerà i tuoi passi
mentre rapita nei sogni da Orfeo
fuggi dalla realtà che aspra colpisce il tuo essere.
Ed il vento non sarà mai uragano,
pece saranno petali di giunchiglia,
carezze al tuo respiro essenza di citronella,
versi al tuo udito parole di Rimbaud.
Fu dolce il tempo per Nesace e lo sarà per te,
ed il mio amore sarà ritenuto follia in questo mondo dall’unico sole,
ma faro’ tessere di gigli e violette campanule pendenti,
veste che leggera ti riparerà dall’audace raggio di luna.
Ogni montagna, ogni prato, ogni bosco, ogni albero suonerà arpeggiando,
danzerai con le Napee leggera e soave, spensierata e leggiadra,
fiori di pesco e profumi di zagara spargerà per te Pomona,
finchè stanca ti cullerà Selene madre
ed il sogno sara’ reale.

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In data 2 maggio 2011, la Corte d’Appello di Catania ha confermato la sentenza di primo grado del 19 maggio 2008 proferita dal giudice Di Marco del tribunale di Modica che condannava Carlo Ruta, scrittore di Pozzallo, autore di numerosi articoli contro la mafia e il potere occulto nel suo blog accadeinsicilia.net, ad un’ammenda di 150 euro e al pagamento delle spese processuali per ” stampa clandestina”, in quanto la testata non era stata registrata come si suol fare con qualsiasi testata cartacea. Il sito è stato oscurato nel 2004 e dal 2005 al 2009 lo stesso Ruta ha curato il blog di documentazione sociale leinchieste.com.
La violazione riguarda l’art.16 della legge 47 del 1948 che riguarda principalmente i giornali cartacei ma che in questo caso, data la mancanza di codificazioni legislative è stato applicato anche per i blog.
Naturalmente è paradossale la condanna per ” stampa clandestina” in quanto sappiamo benissimo che se oggi c’è uno strumento informativo perfettamente controllabile nei suoi responsabili, questo è proprio il blog dato che in pochi secondi i titolari vengono subito rintracciati. In verità la sentenza è l’ennesimo attacco a tutti coloro che autogestiscono propri spazi sul web senza dipendere dai padroni dell’informazione e per questo è giusto rendere noto l’evento; la difesa di Ruta ha ricorso in Cassazione, non tanto per scongiurare la condanna di per sè irrisoria, quanto per evitare di utilizzare lo strumento della prescrizione che avallerebbe comunque due sentenze pericolose per la libertà di espressione e stampa sul web, dopo il ben noto ddl Alfano e altri attacchi che diventano sempre piu’ palesi e intransigenti; cio’ ci fa capire come le grandi lobbies temano la voce libera che circola sul web, come grazie ai blog siamo venuti a conoscenza di fatti che sarebbero rimasti nell’ombra in tutto il mondo, dall’Iran alla Libia e così via, e come cio’ nuoce all’incolumità di chi vorrebbe agire nel silenzio dell’ignoranza generale per portar a termine i propri piu’ o meno loschi affari…ma esiste una voce che oggi non puo’ essere ancora imbavagliata ed è quella dei blog, per questo dobbiamo cercare in tutti i modi possibili di non farci incatenare da leggi e leggette che finirebbero col portare questo strumento alla pari e alla stregua degli altri controllati e gestiti e ancor piu’ diretti dai potenti che vogliono farci sapere solo cio’ che desiderano censurando tutto il resto!
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Cosi’ tristi sembravano a me e lontani
quei fuochi e quei colori e quei disegni in cielo
che riempivano di gioia cuori puri di bambini,
in quel paese in festa aldila’ del faro
che di notte assieme alle stelle confine noto segna
a chi del mare, per lavoro o gioia, ha fatto la sua terra.
Quel vociare che solo immaginare posso
nel silenzioso scorrere del tempo veloce ma allo stesso modo lento,
nemmeno richiama gli anni della mia insipida e scorretta fanciullezza
quando tra le mura bombardavano la mia indifesa inconsapevolezza
le urla e gli assordanti e prolungati silenzi di mio padre,
carnefice e vittima della propria insoddisfatta esistenza.
Ora che cosciente ammiro le nudita’ del mare,
amico che un giorno provo’ a salvarmi dall’incomprensibile utilita’ del mio essere,
abbracciandomi tra le sue onde e portando il mio corpo a giacere inerme a riva
scopro la malvagita’ di chi crudele strappo’ al nulla la mia carne e le mie ossa,
mostrando al mio risveglio in questo estraneo posto,
sorrisi lacrime e incomprensibili gioie,
dettate dall’egoistico volere a tutti i costi la mia esistenza
onde evitare pianti, fastidiose cerimonie e tristi abiti neri.
Ora loro vivono al di fuori del mio vagare,
come rei di un omicidio commesso e mai pagato,
mentre io muoio attimo dopo attimo senza nulla dare
e quel faro divide maestoso i nostri occhi,
i loro tesi a fissare assurde e patetiche colorazioni in cielo,
i miei rivolti a te o mare a chieder scusa,
per aver sottratto un giorno cibo e sostentamento alle tue creature,
quando immobili fissavano pronte al banchetto
defraudate in un solo istante dalla mano di un bagnino maledetto.

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Un forte rumore di campanacci mi destò di soprassalto, volsi lo sguardo alla sveglia digitale sul comò ed erano le 3.00…notte fonda; mi alzai e scostando la tenda leggermente mi affacciai perchè era da fuori che proveniva il suono…rimasi un pò attonito nel vedere in strada una sorta di processione che mi resi conto aveva qualcosa di noto e ricordando che stava per albeggiare il 17 gennaio, pensai che la classica rappresentazione dei Mamuthones quest’anno, a causa di qualche ricorrenza particolare, avesse subito una variazione di programma e si svolgesse anche durante la notte; mi vestii di corsa per assistervi e scesi velocemente le scale, ma aperta la porta del condominio in giro non scorsi anima viva, forse quelle immagini erano state uno strascico di sogno che non ricordavo stessi facendo? O si erano già spostati verso altri itinerari? Camminai un po’ in giro per il quartiere ma nulla si presento’ davanti ai miei occhi cosi’ decisi di tornare verso casa coi dubbi che si presentavano alla mia mente circa l’accaduto, aprii l’uscio, cominciai a salire le scale ma sobbalzai quando dall’appartamento vicino al mio sentii provenire di nuovo quel rumore di campanacci che mi aveva destato; cosa stava succedendo? Mi accostai con l’orecchio alla porta e rimasi scioccato, un coro di voci all’unisono:
” maimone, maimone, abba cheret su lavore, abba cheret su siccau, maimone laudau…”
Un urlo straziante chiuse l’invocazione…e ora non sapevo cosa fare, se fuggire o aspettare e intervenire ma la porta si stava aprendo e io istintivamente andai a nascondermi in un angolo sul pianerottolo…vidi uscire silenziosamente con pantaloni e camicia bianca luccicante, gilet rosso, scialle e berretta nera, con piccoli sonagli appesi al torace e maschere bianche, due figure che richiamavano in tutto quelle degli Issohadores e la conferma mi fu data dal fatto che tenevano in mano sa soha, stranamente con sfumature rosse.

Scesero le scale e appena fui sicuro che fossero fuori dallo stabile mi affacciai al finestrone che dava fuori e vidi che si era ricomposto il gruppo: otto erano gli Issohadores che facevano da cordone a dodici Manuthones che a piccoli passi ripresero il loro terrorizzante cammino, alternando alla marcia, colpi di spalla, ruotando una volta a destra, una a sinistra e saltando ogni tanto tutti assieme per tre volte a creare quello squillo unico di campanaccio; sparirono e io ero bloccato dalla paura, mentre quella porta aperta mi diceva che dovevo entrare per capire cosa fosse successo; mi avvicinai pian piano e intimorito da ciò che potevo trovare entrai; tutto sembrava nella norma, cominciai a chiamare le ragazze che abitavano quell’appartamento, tre universitarie che da qualche mese avevano affittato quell’appartamento nel condominio; nessuna risposta: forse quelli che avevo visto erano dei ladri travestiti che si erano accorti che l’appartamento era vuoto e lo avevano forzato…ma l’urlo?
Mi addentrai verso le stanze da letto e fu qui che venni colto da conati e fremiti, quando ai miei occhi si presentò un’immagine degna dei peggiori splatter: sul letto giaceva il corpo ( o quello che ne era rimasto) di una ragazza, le braccia penzolavano legate all’armadio e staccate di netto dal corpo, le gambe posizionate vicino alla testa, in un contesto che faceva intendere il netto distacco del femore dal bacino, un taglio netto univa la vagina all’ano e da qui il corpo era stato sviscerato e seviziato; vomitai e scappai nel mio appartamento e lavandomi incessantemente il viso con acqua fredda, ripresi un po’ di razionalità e telefonai ai carabinieri, spiegando loro che nel condominio era appena stato commesso un tremendo omicidio, così andai a sedermi sul divano, accesi una sigaretta e cercando di non pensare, appoggiai la testa indietro fissando il tetto e mi addormentai.

Fui svegliato da qualcuno che mi incitava a stare fermo con le mani ben in vista…aprii gli occhi e davanti a me c’erano diversi uomini in divisa.
“ guardate che c’è uno sbaglio…vi ho chiamati io…”- dissi con voce che voleva apparire rassicurante.
” zitto o ci sto pochissimo a fare fuoco bastardo!!!”- uno di loro puntava con rabbia la pistola verso me, anzi… più di uno; mi sentivo stranamente pesante addosso e cercai di muovermi, ma mi accorsi che rano le manette a bloccare i movimenti.
“ Ci dev’essere un errore “- dissi cercando di mantenermi ancora calmo-
” Ti ho detto di stare zitto o ti ammazzo“- urlo’ ancora l’agente-
Ma che diamine avevo sul viso che mi impediva di guardare bene tutta la stanza? Scossi la testa e qualcosa cadde di botto a terra; volsi lo sguardo al pavimento e la vidi: una visiera di legno con corna di bue attaccate…ero vestito da battileddos?

” Cosa succede? “- urlavo-” non capisco cosa mi stia succedendo!!! ”
” Bastaaaa…”- il carabiniere appoggiò la canna della pistola sulla tempia e capii che stava per sparare, quando ancora una volta accadde l’inspiegabile; di netto visi staccarsi dal collo la testa dell’agente e cadere a terra i corpi senza vita degli altri carabinieri…!!! Erano tornati e la mia stanza adesso sembrava la sede di un macabro rituale: a terra giacevano i corpi di sei agenti, l’allucinante scena dell’appartamento accanto e lì davanti a me, perfettamente incolonnati, delle figure che apparivano demoniache ai miei occhi: col viso coperto da maschere bianche o tetre, tenute sul viso dal mucadore che avvolgeva la visiera e il berretto e davanti gli orribili battileddos che cantavano attìtos mentre iniziavano ad accerchiarmi e io paralizzato, pensavo dalla paura, ma mi accorsi che le mie gambe erano tenute rigide e ferme da due tronchi cavi, infilate dentro e bloccate da chiusure ermetiche circondanti il bacino.
” Cosa volete da me? “- la voce tremula non mi faceva scandire bene le parole- “ E’ un incubo?…vi prego lasciatemi stare!”.
Erano su di me, vestiti di nero e quelle maschere cornute a fissarmi, passarono una corda attorno al collo e con la stessa legarono i miei polsi vicini al viso come se stessi pregando…non riuscivo più a muovermi; aprirono la mia bocca fissandola, con ganci simili ad uncini da pesca piu’ grandi, ad un collare cosicchè ero impossibilitato a muoverla, in quanto per ogni piccolo movimento il gancio penetrava crudele nelle labbra; il sangue colava sulla lingua e poi giù per la gola, soffocandomi, mentre adesso il corpo era completamente coperto da una corazza di legno che lo immobilizzava, vidi infine solo un mascherone gigante che venne posizionato sul mio capo e credo fu allora che sopravvenne la fine.

La mattina seguente il paese in festa, la processione, i rituali, sorrisi e giochi e trainato da merdules n enorme maimone bacchico in legno, con la rappresentazione teatrale dell’uccisione di dioniso da parte dei titani…la gente era allegra e il maimone capì perchè quella ricorrenza si festeggiava principalmente a carnevale…carne ‘e segare…carne viva da lacerare.

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L’uomo del quale hai paura è morto, non si muove,
volge gli occhi al cielo pietosi, al cospetto di due ladroni;
l’uomo del quale hai paura non si alza al terzo giorno,
trafugano il suo corpo idolatrandolo in tutto il mondo;
l’uomo del quale hai paura non è nato in una grotta,
con la verginità proclamata da una mentalità distorta;
l’uomo del quale hai paura si è reincarnato in migliaia di vermi,
che vagano noncuranti verso le mura di Gerusalemme;
l’uomo del quale hai paura non dirige questo universo,
vive in icone e chiese appeso a un crocifisso;
l’uomo del quale hai paura non guarisce ne’ redime,
da sempre sfruttato nei secoli per giustificare ogni regime;
l’uomo del quale hai paura non ti indica la via,
mentre cinico osserva la vita tra un padre vostro e un ave Maria.

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Da sempre il termine democrazia è stato utilizzato dandone significati sostanzialmente differenti e spesso contrastanti, dai cosiddetti regimi totalitari che propinavano paroloni cercando di convincere l’opinione pubblica che lo stesso totalitarismo era teso alla soluzione ultima della libertà e del governo del popolo, alle vigenti democrazie occidentali, che hanno sempre più aumentato il divario tra le classi sociali esistenti, creando di fatto le condizioni per una necessaria lotta di classe; la vera forza di questi regimi di destra, sinistra o capitalisti sono le elezioni e la falsità ipocrita del principio di rappresentatività ovvero che un singolo elemento possa essere espressione della volontà dei tanti che lo hanno eletto, così dal duce a Stalin e oggi dagli Stati Uniti agli stati europei; il principio stesso che vuole che ogni singolo elemento venga rappresentato da qualcuno estraneo alla propria vita e alle proprie esigenze è da abbattere e da contestare duramente alla base, perchè annulla l’individualismo sano, vero perno dell’esistenza della persona, tende ad amalgamare entità differenti tra loro e a sopprimere la libera scelta individuale in nome di una non ben spiegata ” libertà” o ” democrazia” totalmente inefficace e repressiva; nasce quindi l’esigenza di una campagna astensionistica che vede come obiettivo quello di rompere l’unanimismo attorno a certi temi ritenuti intoccabili come la “sovranità popolare” o il potere della maggioranza, in quanto l’unanimismo è alla base del loro funzionamento. In tal modo si ostacola la formazione di maggioranze, poichè queste non si aggregano su dei contenuti, ma sulla prospettiva di avere una minoranza disponibile a farsi sottomettere; vero nemico degli astensionisti deve essere il sistema gerarchico e lo stato come istituzione, in quanto l’esistenza di uno stato basato sul principio della maggioranza che domina su una minoranza è principio di una continua lotta tra le parti, invece il rifiuto e il non accettare il voto come mezzo democratico, abbatte questo schema e fa riappropriare l’uomo dei propri spazi e delle proprie idee, infatti chiunque si rechi a votare accetta tacitamente, in caso di sconfitta, il sottomettersi alla volontà del vincitore in quanto proprio questo fa parte del gioco dei numeri e preclude poi ogni azione rivoluzionaria a tali elementi, perchè hanno accettato il gioco del voto e sarebbe contraddittorio poi opporsi all’esito delle elezioni; delegare il proprio essere ad un altro, annullarsi sperando che l’elemento prescelto possa fare il bene comune è un’utopia irrealizzabile, in quanto la natura dell’uomo al contatto col potere è spudoratamente egoistica e tornacontista,ed è la stessa scelta di essere governati una scelta di remissività e sottomissione.
In un momento storico particolare, dove la crisi economica si intreccia con scelte assurde come quella che tende a deturpare i nostri territori e ancora quella di creare conflitto tra varie etnie o classi sociali, in un momento dove si affondano scialuppe piene di poveri disgraziati in cerca di un futuro migliore in nome di confini territoriali creati appositamente nei secoli dal potere delegato, guerre e accordi strategici, in un momento storico dove potere, apparire, avere e comandare la fanno da padrone, è giunto il momento di una rivolta sociale che dia un forte segnale di dissenso e questo puo’ essere dato in partenza da una forte astensione dal voto come segnale di rifiuto dello stato di cose attuale, seguita da uno stravolgimento sociale mentale, dettato dalla volontà di riappropriarsi finalmente della propria esistenza rigettando ogni istituzione gerarchica e ogni forma di aggregazione che tende ad avere una persona che dirige e gli altri a sottostare…è l’ora di abbattere i confini e vivere alla pari, senza stato e senza padroni!

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