Articolo taggato “poesia”

 

In sintesi
Occhi ai tuoi chiedono calore,
morso edipeo al seno candido, vitale;
scorre in sangue tuo,
scippato tende candide mani,
rinasce il corpo,
immortale rende rinnovata carne.
«Il poeta deve vivere un rapporto diretto con la realtà, andare in trincea, sentire il dolore e la frustrazione, essere portavoce di urla che la censura subdola odierna nasconde». È con queste parole che Giovanni Parentignoti descrive i cardini del suo fare poesia e la missione stessa cui assolve con questa silloge forte, intensa, non di rado dissacrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ appena uscito il mio secondo libro, dopo quattro anni di gestazione; per acquistarlo ci si puo’ rivolgere a qualsiasi libreria,attraverso il sito della casa editrice Kimerik e attraverso il circuito delle librerie online come mondadori e feltrinelli.

Comments Commenti disabilitati

E lì ti portero’ Samau, sull’isola di Rève,
ove Cassiopea illuminerà i tuoi passi
mentre rapita nei sogni da Orfeo
fuggi dalla realtà che aspra colpisce il tuo essere.

Ed il vento non sarà mai uragano,
pece saranno petali di giunchiglia,
carezze al tuo respiro essenza di citronella,
versi al tuo udito parole di Rimbaud.

Fu dolce il tempo per Nesace e lo sarà per te,
ed il mio amore sarà ritenuto follia in questo mondo dall’unico sole,
ma faro’ tessere di gigli e violette campanule pendenti,
veste che leggera ti riparerà dall’audace raggio di luna.

Ogni montagna, ogni prato, ogni bosco, ogni albero suonerà arpeggiando,
danzerai con le Napee leggera e soave, spensierata e leggiadra,
fiori di pesco e profumi di zagara spargerà per te Pomona,
finchè stanca ti cullerà Selene madre
ed il sogno sara’ reale.

fantasy5

Comments 3 Commenti »

E scendesti poeta, all’Erebo,

a destar con somma poesia

la morta tua ninfa Euridice;

a passione si movean le bestie

echeggiando di gemiti i lamenti del vate ramingo.

Suonava la cetra, che i supplizi infernali sospese,

e mute le Furie e pietoso Plutone commosse;

il risveglio donò alla musa, ma ad un patto,

che mai volgesse Orfeo lo sguardo a lei ancor dentro le tenebre;

ma tal fu paura non sentendo l’amata,

che si volse alle spalle il sommo poeta

e svanì dentro un fumo azzurrino e fu preda per sempre

Euridice dell’Erebo oscuro;

folle vagò tra le selve Orfeo,

e mesto cantava e gridava dolore;

ma Bacco da sempre suo eterno rivale,

mandò Menadi a notte e in un orgia lacerarne il suo corpo.

Poesia, che desta il sonno dei morti

ed essenza di sogno di desiderate virtù

si dissolvono tristi tra invidie ed incenti

ed uccidono speme e disilludono cuori.

orfeo_euridice

Comments 1 Commento »

Ti amo morte perchè sei giusta,

perchè ti è indifferente il servo e il servito,

perchè rendi uguali l’umile e il tronfio, il sano e il malato.

Ti amo morte perchè non ti fai corrompere,

perchè annulli l’odio e l’amore,

perchè ligia al tuo dovere non approfitti del tuo potere.

Ti amo morte perchè sei fredda,

perchè vieni improvvisa e imponente,

perchè non ci dai in pasto a un leone ma solo a un misero e piccolo verme.

ti amo morte perchè mi capisci,

perchè non badi al mio incedere mesto,

e ti rubi saccente e distratta ciò che io mai avevo chiesto.

Ti amo morte perchè mi dai forza,

perchè so che in un giorno qualunque

camminando, dormendo o soffrendo,

riporterai il mio nulla all’eterno.

morte11

Comments 8 Commenti »

Quella che vi voglio raccontare è la triste storia di un maiale,

che s’incontrava furtivamente con una cavalla complessata

fuggita depressa e sola dalla sua staccionata.

Con la sua chioma liscia e nera andava fiera della folta criniera,

ma lo stallone che a lavorar era sempre più impegnato,

di uno sguardo da tempo non l’aveva degnato.

Mentre passeggiava obbediente e combattivo tra la merda il maialotto,

s’accorse che lo stallone s’ingroppava altre giumente,

e lui che per la cavalla già da tempo era cotto,

cominciò a studiare un piano per potersi fare sotto.

Certo che fu già bello e complessato

quando il suo membro a quello del caval ebbe comparato

ma essendo lui di destra, orgoglioso, fiero e macho

cominciò a dire in giro che il cavallo era frocio.

Arrivato all’orecchio della cavalla questa notizia sconvolgente,

lei prima pianse ma poi rise, tanto era il cavallo quello perdente;

così passeggiando per la fattoria lungo il viale,

dentro quel recinto notò il vero uomo, il gran maiale.

Calda com’era e delusa dal marito,

saltò la staccionata appena ebbe il primo invito,

il maial tutto contento uscì fuori il suo strumento,

ma appena la grandezza della fica fu alla sua vista,

invece dell’oggetto v’infilo’ tutta la testa.

Lei godendo di piacere vi torno’ tutte le sere,

e della testa del maiale lei ne fece un vibratore;

lei nitriva e lui segava e la gioia fu passione,

ma una notte sospettoso li scopri’ lo gran stallone.

Mentre godeva la cavalla con la testa al posto del fallo,

non si accorse il bel maial che dietro lui stava il cavallo;

sentì sopra la sua schiena come un peso arrampicare,

e senza tanto preavviso un gran dolore al suo sedere.

Nel fuggir la rea giumenta non si accorse del maiale

e con la testa tra le cosce violentemente ando’ a cadere;

ora ride lo stallone ad osservare la cavalla

mentre fugge scivolando in mezzo al fango della stalla.

La moral viene da sola ed è saggia e ancor beffarda,

praticando col maial vai a finire nella merda.

maiale

Comments 5 Commenti »

Perche’ signora a voi non potro’ donare il pianto,

la vostra spalla chiara,profumata e liscia,

allo scorrere delle mie lacrime,

non potra’ fare da sponda.

Ditemi allora,

spiegatemi il senso del libero arbitrio,

se voi Signore quell’unica strada,

proiettata all’infelice ci spianate.

Perche’ signora,il calore delle vostre labbra non conoscero’,

quando in sogno,freddo,schivo e beffardo,

spesso trovo sollievo al loro contatto,

e svegliarsi m’intristisce in questa vita.

Datemi allora,

ninfe oniriche,dee dell’irreale,

sonno senza fine,

e baci,abbracci e musa da onorare.

ritratto-di-donna

Comments 10 Commenti »